Ancona era come Atlantide. Sgarbi: "Tutto è cambiato. La città fuori dal letargo"

Il sottosegretario visita la sua mostra: "Questo è l’inizio di una rinascita. Ci sono opere di valore universale e alla Mole le condizioni sono ideali".

Ancona era come Atlantide. Sgarbi: "Tutto è cambiato. La città fuori dal letargo"

Ancona era come Atlantide. Sgarbi: "Tutto è cambiato. La città fuori dal letargo"

"Questo è l’inizio di una rinascita per Ancona". Parola di Vittorio Sgarbi. Per ‘questo’ il sottosegretario alla cultura intende la mostra ‘Dal Futurismo all’Informale, capolavori nascosti nelle collezioni del MART’ (il Museo di Arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto) di cui è presidente, inaugurata ieri alla Mole. Al suo arrivo il critico più famoso d’Italia entra subito nella sala che ospita l’altra mostra inaugurata ieri, una selezione di opere della Pinacoteca civica, chiusa per lavori, mostra che fa da ‘preludio’ all’altra.

Accolto dall’assessore Anna Maria Bertini e dal consigliere regionale Carlo Ciccioli, Sgarbi parla delle quattro mostre che la Mole ospiterà nei prossimi due anni. Dopo quella del MART toccherà a Gino De Dominicis (8 maggio), a Luigi Serafini, l’8 dicembre 2024, e alla mostra-evento sul Rinascimento adriatico (8 maggio 2025). E partendo da quest’ultima il sottosegretario parla nuovamente del suo ‘difficile’ rapporto con Ancona: "Da anni la vagheggio. Sono arrivato a pensare che ci fosse una maledizione. Mi ero fissato su Ancona perché è il baricentro dell’Adriatico. Eppure la città sembrava refrattaria alle bellezze della stessa regione, dove io ho curato mostre ovunque. Ad Ancona l’ultima che ricordo è quella sul Lotto di Pietro Zampetti del 1981. Dopo la città, come Atlantide, è sparita, sommersa". Sgarbi spiega che con la vittoria del centrodestra tutto è cambiato. "Non che la Destra sia meglio della Sinistra, ma l’alternanza dà vita. Non puoi avere 70 anni della stessa politica. La discontinuità ha determinato un’apertura. Ho visto che il centrodestra era intenzionato a fare cose che sognavo da quarant’anni. Ora Ancona è uscita dal letargo". Il critico d’arte loda la ‘sua’ mostra, ma ne ha ben donde. "Sono esposte opere di valore universale, che qualsiasi museo del mondo vorrebbe: Depero, Burri, Fontana, Guttuso, Serafini. Vengono dai depositi del MART, e potrebbero essere oggetto di un prestito a lungo termine per la Mole. Qui ci sono le condizioni ideali, con questa disposizione così ariosa". A Sgarbi non piace invece la Pinacoteca, "uno spazio un po’ sgangherato", di cui ovviamente ammira le opere, che "meritavano una sede migliore, come la Mole". Ama anche il ‘nostro’ Gino De Dominicis, che definisce artista ‘cruciale’. "Intorno a lui ci sono state vicende giudiziarie che hanno coinvolto anche me. Ora sono finite, e possiamo fare una mostra che ogni importante museo allestirebbe".