Ancona, il passo è da quarto posto. Con Colavitto 11 punti in sei partite

Il pari conquistato a Ferrara certifica i progressi della squadra: bene in tutti i reparti. E occhio a Cioffi .

Ancona, il passo è da quarto posto. Con Colavitto 11 punti in sei partite

Ancona, il passo è da quarto posto. Con Colavitto 11 punti in sei partite

Da Ferrara l’Ancona non ha portato a casa solo un punto, l’undicesimo in sei partite della gestione Colavitto 2.0, ma anche diverse conferme. Prima i numeri: 11 punti nelle ultime 6 prove li hanno raccolti la Carrarese, che è terza, e il Pontedera, prossimo avversario, che è nono. Questo significa anche che l’Ancona, da quando è tornato al timone Gianluca Colavitto, ha fatto meglio di Perugia, Pescara, Pineto, Recanatese e Gubbio, tutte squadre che le stanno davanti. Peggio, invece, del duo capolista Cesena e Torres, rispettivamente 16 e 13 punti nelle ultime 6, ma anche del Rimini, in grande ripresa, con 14 punti nello stesso periodo. Numeri importanti, quelli dei dorici, che li proietterebbero al quarto posto in classifica, appunto con Carrarese e Pontedera, se il campionato fosse cominciato con il turno del 25 ottobre. Sei partite in un mese esatto in cui Colavitto ha cambiato volto all’Ancona e ha dato una sterzata al suo campionato. Se nella gara vinta contro l’Arezzo la sterzata era imputabile esclusivamente alla reazione mentale della squadra seguita all’avvicendamento in panchina, la sesta partita con Colavitto, a un mese dal suo arrivo, dice tante altre cose. A Ferrara, infatti, per la prima volta s’è tornata a vedere l’Ancona rapace che piace al tecnico di Pozzuoli, capace di aspettare, ma anche di correre, di pressare alto l’avversario, di indurlo all’errore e di recuperare palloni incredibili dai piedi degli spallini. Se un mese fa si poteva discutere sul fatto che l’Ancona avesse poca "gamba", adesso si deve discutere d’altro, perché i dorici visti al Mazza hanno dimostrato di stare molto bene. Valga per tutti l’esempio di un’azione di Cioffi che, pur essendo partito dalla panchina perché non al meglio, con un gran movimento ha lasciato sul posto il diretto avversario piazzando una ripartenza bruciante da metà campo. Il napoletano finora non ha mai segnato, ma è stato anche sfortunato: la sua prova a Ferrara dimostra che è pronto a sfruttare il gioco offensivo di Colavitto, al pari dei suoi compagni. Bene la difesa, nonostante due gol evitabili e frutto di circostanze, bene il centrocampo con un gigantesco Gatto a sostegno di Paolucci e di un Saco sempre più imprevedibile, bene davanti: quando l’Ancona s’è trovata inaspettatamente in svantaggio, tutta la squadra ha mostrato una pronta reazione riversandosi nella metà campo spallina e il gran gol di Spagnoli è frutto delle sue doti tecniche e dell’assist di Martina, quanto del gioco di tutta la squadra. L’Ancona di Ferrara è piaciuta, tornando a mostrare quella cattiveria agonistica e quella rapidità che lo scorso anno, con Colavitto, ne aveva fatto le fortune spesso e volentieri, a Gubbio o a Fiorenzuola, o come con la Reggiana.