Baracche sull’alveo del fiume: sono da demolire

Il Consiglio di Stato ribalta la decisione del Tar Marche, il sindaco Ghergo: "Confermata la legittimità dell’ordinanza che era stata fatta"

Baracche sull’alveo del fiume: sono da demolire
Baracche sull’alveo del fiume: sono da demolire

"Le baracche costruite sul tratto tombato del fiume Giano, via Filzi, vanno smantellate". Lo afferma il Consiglio di Stato ribaltando clamorosamente il precedente pronunciamento del Tar Marche. Il massimo organo della giustizia amministrativa ha dato ragione al Comune di Fabriano, mettendo fine a un’annosa questione. Esprime grande soddisfazione il comitato "Alla scoperta del Giano", che dal 2012 si batte per la riqualificazione di questa parte di città e per la creazione del parco fluviale del Giano. "È un’ottima notizia – commentano -. Le casupole costruite sull’alveo dovranno essere abbattute. Ora la completa scopertura del fiume e la valorizzazione del ponte dell’Aèra sono più che mai possibili".

Una vicenda iniziata nel lontano 2015, quando la questione venne sollevata e si certificò che quattro delle sette baracche presenti lungo l’alveo del fiume Giano erano nei fatti abusive. Dopo otto anni tali strutture non sono state demolite. Dal Comune era arrivata l’ordinanza ai proprietari per la loro demolizione, ordinanza impugnata al Tar Marche che ha dato ragione ai ricorrenti. Adesso però il Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione del giudice amministrativo di primo grado. Il comitato ‘Alla scoperta del Giano’ oltre a esprimere soddisfazione guarda avanti e adesso lancia la proposta: "Siamo pronti a incontrare, non appena si sarà insediato, il nuovo dirigente del settore assetto e tutela del territorio Armando Natalini, per parlare con lui del futuro del cantiere e dei lavori del piano di recupero Centro Storico – Borgo".

"Il Comune – commenta il sindaco Daniela Ghergo - prende atto della sentenza del Consiglio di Stato che conferma la legittimità dell’ordinanza emessa. I lavori del Giano sono stati una priorità per questa amministrazione perché lasciati in un limbo da oltre quattro anni senza che nessuno si sia preoccupato di risolvere i problemi e portare a compimento un’opera finanziata con risorse del sisma del 1997. Con decisione e cura stiamo portando a compimento tutti gli atti propedeutici alla ripresa dei lavori che passano per l’acquisizione di autorizzazioni da enti extra comunali. Sistemate tutte le autorizzazioni – conclude il primo cittadino – si procederà con massima priorità alla realizzazione della fognatura che raccoglie le acque di gran parte del centro storico per collettarle al depuratore che rappresenta la priorità assoluta". Interventi quantomai attesi dalla comunità.

Sara Ferreri