Bcc ravennate, forlivese e imolese: "Il nostro impegno per l’alluvione"

Il presidente Gambi: contributo straordinario di 2 milioni e linee di prestito a tassi molto agevolati

Bilancio 2023 più che positivo per la Bcc ravennate, forlivese e imolese, che ha concluso l’anno con un utile che supera 57,7 milioni. "Noi, però, siamo stati nell’epicentro dell’alluvione di maggio, perché siamo presenti in 63 Comuni, di cui 60 alluvionati – spiega il presidente Giuseppe Gambi – ma abbiamo saputo reagire prontamente e con forza in favore del territorio".

Presidente Gambi, quali iniziative avete adottato dopo l’alluvione?

"La nostra è una banca che funziona bene, come di recente ha riconosciuto anche la classifica di Milano Finanza, e ci siamo messi a disposizione del territorio. Nella settimana successiva all’alluvione il nostro Cda ha deliberato di erogare 2 milioni come contributo straordinario. Fondi che si sono aggiunti all’attività che la nostra banca fa ogni anno: a febbraio avevamo deliberato altri 2 milioni di euro da dedicare alle attività di volontariato che normalmente sosteniamo".

Come avete destinato queste risorse aggiuntive?

"Abbiamo aiutato le famiglie, le imprese e gli enti associativi. A fianco di questa attività, come banca, abbiamo impostato delle linee di prestito a tassi molto agevolati dedicate a chi è stato danneggiato. Ad esempio, per le famiglie abbiamo messo a disposizione prestiti di 10mila euro a tasso zero, rimborsabili con un preammortamento di 18 mesi fino a cinque anni. Le famiglie che chiedevano erogazioni maggiori, fino a 50mila euro, le hanno ottenute a tassi estremamente agevolati. Abbiamo anche previsto delle linee di credito per le imprese, anche in questo caso con tassi molto agevolati, e un sistema snello di erogazione".

Ci spieghi meglio, presidente.

"Viviamo in un modo pieno di burocrazia e noi italiani, dai romani a oggi, siamo bravissimi a complicare le cose. Questa volta siamo stati bravi: per noi bastava un’autodichiarazione della famiglia o dell’impresa danneggiata come istruttoria, dopodiché erogavamo il prestito. In questo modo abbiamo bruciato i tempi".

A quanto ammonta complessivamente il vostro impegno a favore di chi è stato colpito duramente dall’alluvione?

"Abbiamo dato complessivamente 25,5 milioni di nuova finanza, con contributi che vanno dai 10mila euro alle famiglie, ai 250mila euro alle imprese e circa 700 prestiti erogati. Abbiamo anche fatto quasi 1.700 moratorie sui mutui per la durata di un anno per un totale di debito residuo bloccato superiore ai 200 milioni".

Che impatto ha avuto tutto questo sul vostro bilancio?

"Tutto questo ha inciso sul nostro conto economico del 2023 per una spesa straordinaria complessiva di 6,5 milioni di euro. In aggiunta abbiamo erogato altri 6 milioni per le attività, associazioni e realtà che sosteniamo abitualmente e circa 1,2 milioni per iniziative a favore dei soci. Tenendo conto anche della rivalutazione delle quote sociali e dei dividendi, abbiamo erogato complessivamente circa 12,5 milioni. Nonostante questo, l’utile è stato significativo, pure se è calato di circa il 20%, anche in ragione delle nostre scelte per stare vicini alla Romagna".

Come banca del territorio, che cosa vi ha lasciato la bruttissima esperienza dell’alluvione?

"Noi cerchiamo prima di tutto di stare vicini alle persone. In questo difficile frangente abbiamo avuto conferma che i romagnoli non mollano, hanno voglia di lavorare e di uscire dalle difficoltà, ed è stato bello fare la nostra parte per aiutarli".