Cupramontana, compleanno speciale per Antonia la nonnina con il dna da centenaria

Il sindaco Enrico Giampieri ha partecipato alla festa con i familari. Il nipote Enrico che ha lavorato all'Anagrafe del Comune: "Verdicchio, aria buona e legumi, questa è una terra che dona longevità"

La festa per Antonia Stolfi con il sindaco e ben 11 tra nipoti e pronipoti

La festa per Antonia Stolfi con il sindaco e ben 11 tra nipoti e pronipoti

Cupramontana (Ancona), 17 gennaio 2024 - Festa grande a Cupramontana per i cento anni di Antonia Stolfi. Da anni ormai la Capitale del Verdicchio detiene una sorta di primato per la longevità dei suoi abitanti. “Mia zia Antonia – spiega il nipote Enrico – ha appena ricevuto la visita del sindaco Enrico Giampieri che durante i festeggiamenti e la consegna di un attestato ha rivelato ‘Stiamo per festeggiare altri due centenari in paese’. Quando 35 anni fa lavoravo all’Anagrafe avevamo fatto una ricerca e risultò una forte presenza di cuprensi che avevano raggiunto il secolo di vita senza contare gli altrettanto numerosi 95enni. Che sia l’aria fresca e pulita o l’altitudine o il buon Verdicchio o ancora un’ alimentazione con forte presenza di legumi, sta di fatto che ancora oggi ci troviamo a dover festeggiare felicemente un’altra cuprense che ha raggiunto il raro traguardo dei cento anni. Nel caso di mia zia si potrebbe perfino parlare di un generoso patrimonio genetico: solo qualche anno fa una sua zia di Poggio Cupro Filomena Zampetti è arrivata a 105 anni. Sua cugina Ines, sempre di Cupramontana ma ora residente a Jesi ha appena superato i 99 anni ed un’altra mia zia di origini cuprensi, Elide Stolfi ora residente ad Ancona ha superato i 92. Aggiungo che Attilio Dottori, marito di zia Antonia, è deceduto da poco a 98 anni. E come se non bastasse, un altro mio zio da parte di nonna e cioè Mancini Nazzareno è deceduto a 99 anni”. “Non posso che essere orgoglioso – aggiunge il nipote - di tanto prezioso dna sparso attorno a me e anche per questo i miei parenti ed io abbiamo voluto festeggiare degnamente e gioiosamente ieri il raro genetliaco di Antonia Stolfi. Nel pomeriggio, a suggellare l’importanza che riveste anche per la comunità cuprense tale compleanno, il sindaco di Cupramontana Giampieri si è recato nella casa di Antonia in Contrada Valle a farle omaggio di un attestato che le riconosce ufficialmente lo straordinario traguardo. Dopo aver ricevuto la comunione dal parroco cuprense, per Antonia è iniziata una gioiosa festa in famiglia. Mia zia, piuttosto commossa, era circondata da sua figlia Mariola con il marito Adelmo, dai suoi nipoti Michele e Milena con i rispettivi consorti, da altri parenti me compreso e soprattutto da ben nove pronipoti che le vogliono un mondo di bene”. Come per tanti suoi coetanei e coetanee non è stata facile la vita da giovane per Antonia. Nata e cresciuta tra le due guerre in mezzo alla misera, con un toro come unico patrimonio da poter sfruttare , a soli 19 anni perse suo padre Enrico durante la seconda guerra mondiale, alla quale era stato richiamato come postale, una sorta di corriere, dopo aver già combattuto come mitragliere nel primo conflitto mondiale. Una broncopolmonite nel 1943 gli fu fatale dopo aver corso per tanti chilometri sotto la pioggia battente per consegnare al fronte un dispaccio urgente. Se non fosse stato per la sua “tigna” e cioè per la sua grande tenacia e la solidarietà contadina dei suoi vicini sarebbe stata per lei ancora più dura. Ma le sofferenze l‘hanno temprata e lei con grande coraggio e generosità ha affrontato la maternità, le difficoltà della vita familiare e le ristrettezze economiche, non isolandosi mai dalla comunità cuprense”. “Credo che Antonia – aggiunge Enrico - abbia meritato questo riconoscimento collettivo familiare e istituzionale, se non altro per l’altruismo e la generosità. Voglio ricordare in particolare la sua disinteressata attività come volontaria Avulls sia a domicilio che nell’ospedale cuprense. E forse i parroci succedutisi nella parrocchia di San Leonardo avranno apprezzato anche le sue buone competenze nell’addobbare degnamente la chiesa, dato il suo incontestabile pollice verde>. E allora non resta che dire buon compleanno nonna Antonia e aggiunge il nipote guardandola: