Da San Francesco alle vie del porto. Nelle foto la città che non c’è più

Per la rubrica Ex Libris il catalogo della mostra "Ancona anni Venti e Trenta" edito dalla Libreria Canonici.

Da San Francesco alle vie del porto. Nelle foto la città che non c’è più
Da San Francesco alle vie del porto. Nelle foto la città che non c’è più

La fotografia è sicuramente una delle invenzioni più importanti per l’umanità. È come una macchina del tempo che ci consente di rivivere pienamente un evento ed entrare in una realtà che in molti casi non esiste più. Nello stesso tempo la fotografia consente di fare conoscere il passato dopo secoli in cui ci si è dovuti accontentare del racconto scritto e orale. Questo incipit è doveroso nel presentare un volume edito dalla Libreria Canonici nel 1988 a corredo di una mostra organizzata dal Comune di Ancona: "Ancona anni Venti e Trenta. Immagine di una città". Il libro, che allora uscì come catalogo dell’esposizione, è molto prezioso, perché in esso compaiono immagini di una città oggi perlopiù scomparsa dopo il secondo conflitto mondiale, come gli affascinanti stand della mostra mercato della pesca con la stupenda terrazza sul mare o gli interni del teatro delle Muse, i saloni del convento di San Francesco alle Scale, di cui oggi resta purtroppo solo il portale rinascimentale e poco altro, la costruzione del monumento ai Caduti e la selvaggia e quasi impraticabile spiaggia del Passetto, vie e piazze del porto perite sotto le bombe e la nascita di nuovi quartieri dal viale della Vittoria a Piano San Lazzaro. Ci sono anche immagini di vita quotidiana degli anconetani, dallo sport alle manifestazioni religiose e di regime. Il catalogo è inoltre arricchito da numerose ricerche storiche di chi si adoperò per la realizzazione: Fabiola Brugiamolini affronta il tema della "Cultura e delle istituzioni culturali", Mario Ciani "La storia, l’economia e la società", Giulio Petti "Urbanistica e architettura". La grande maggioranza delle fotografie provengono dall’archivio fotografico di Emilio Corsini, un famoso fotografo anconetano di quel periodo. Allora da poco acquisito dall’amministrazione comunale di Ancona, ancora oggi l’archivio rappresenta la parte più importante dell’archivio fotografico del Comune di Ancona, che Sandro Censi ha poi ampliato nel tempo e arricchito di immagini informatizzate che per uno studioso sono di incredibile importanza. In un disco può essere presente e registrato un numero infinito di fotografie e anche fra trecento e più anni sarà del tutto normale rivivere attraverso queste fotografie la vita quotidiana dei nostri trisavoli. Il volume – catalogo della mostra – racconta la storia e la vita di Ancona, delle sue piazze e della gente attraverso uno scatto che ha fermato il tempo presente per farcelo conoscere oggi e di qui sino alla fine dei tempi ogni qualvolta incontrerà un osservatore.