Farmaco salvavita ora a pagamento: "Non posso comprarlo, rischio l’infarto"

L’appello di un cardiopatico: "Esiste un generico che può sostituirlo, ma nelle Marche non è reperibile"

Farmaco salvavita ora a pagamento: "Non posso comprarlo, rischio l’infarto"

Farmaco salvavita ora a pagamento: "Non posso comprarlo, rischio l’infarto"

Il farmaco salvavita passa da gratuito a pagamento e un paziente rischia di non curarsi. Succede ad Andrea Caprari, 63 anni, pensionato e con una invalidità dell’80%. Caprari, ex operaio dei cantieri navali, ha una cardiopatia ischemica e dal 2016 è sotto cura farmacologica per evitare che il suo cuore vada in sofferenza fino a causargli un infarto. Per aiutare il battito regolare il medico gli ha prescritto una serie di terapie farmacologiche tra le quali rientra anche un medicinale che si chiama Ranexa. Deve prenderlo due volte al giorno. Fino a luglio era gratuito ma da agosto è stato messo a pagamento, al costo di quasi 23 euro. "Una follia – spiega Caprari – non solo per me ma per tutti i malati che ne hanno bisogno e che economicamente non possono permettersi una ulteriore spesa. Ancora più folle è non poter contare su un farmaco generico che lo può sostituire in pieno, che si chiama Ranozek, perché ha gli stessi principi attivi, perché nelle Marche non è reperibile. Le farmacie non lo hanno. Il motivo? Non sono stati stanziati fondi per sopperire alla carenza. Nelle altre regione, per citarne una la vicina Emilia Romagna, il farmaco generico e gratuito è disponibile". Caprari è stato informato dalla sua farmacia di fiducia che ad agosto non avrebbe più potuto prendere il farmaco originale a costo zero. "Il mese scorso l’ho acquistato – rivela il 63enne – ma il mese prossimo so già che non potrò comprarlo perché ho molte spese a cui badare. Sono pensionato, prendo poco più di mille euro ma con quella cifra devo pagare un mutuo di casa, provvedere alle spese di mio figlio, pagare le utenze, le bollette e ho anche una rottamazione sulle tasse da sborsare che mi ha inviato l’Agenzia delle entrate per un errore fatto da un Caf nella compilazione della dichiarazione dei redditi. Ci sono pensionati con redditi anche più bassi dei miei che ho incontrato alla farmacia del Crass e anche loro non sanno come fare per curarsi perché il farmaco a pagamento non possono permetterselo tutti i mesi e quello gratuito non si trova. Io ho scritto sia all’assessorato alla Sanità sia al presidente della Regione Marche. Mi è stato risposto che il farmaco non c’è per mancanza di fondi economici. Non ho parole. Credo che la priorità della sanità sia più importante che sprecare denaro per eventi a gogò. La salute al primo posto. Se non prendo il farmaco rischio l’infarto".