Hotel Rigopiano, Samuel estratto vivo, si spera ancora per i genitori

Giornata convulsa tra annunci e smentite, ma in tarda serata i loro nomi non erano nella lista dei sopravvissuti

L'arrivo all'ospedale dei bambini estratti all'hotel Rigopiano
L'arrivo all'ospedale dei bambini estratti all'hotel Rigopiano

Osimo (Ancona), 21 gennaio 2017 - I sentimenti e gli stati d’animo si rincorrono fino a notte fonda, quando ormai l’aria di Farindola è gelida e opprimente. Prima le lacrime pensando a quella tomba di neve e ghiaccio diventata l’hotel Rigopiano, una struttura da sogno che una slavina in pochi istanti ha trasformato in una prigione (FOTO). Poi la preghiera rivolta a Dio ieri mattina a Osimo. Da qui la speranza, alimentata anche dal cuore, dalla forza d’animo e dalla grande professionalità di soccorritori instancabili che invitavano a non mollare.

Poco prima delle 15 la notizia che tutti sognavamo di leggere: «Sono salvi. Fonti autorevoli mi comunicano che sono vivi. Vi aspettiamo ad Osimo a braccia aperte». Il sindaco Simone Pugnaloni apriva così, sul suo profilo Facebook, le porte di una gioia incontenibile e inaspettata. Un miracolo: dopo 43 ore, Dino Di Michelangelo, poliziotto chietino in servizio al commissariato di Osimo, la moglie Marina Serraiocco, commerciante e titolare del negozio di corso Mazzini «Le bomboniere di Marina» e il loro figlio di 7 anni Samuel, sarebbero stati estratti vivi.

Un tam tam di messaggi e notizie che i social hanno trasformato in un turbinìo di festa. A Osimo si sono persino suonate le campane. Ma più trascorrevano i minuti, più le certezze si sbriciolavano. Fino ad arrivare alla mezzanotte di ieri. Quando ormai su Farindola il buio era squarciato solo dalle fotoelettriche dei vigili del fuoco e dei mezzi della protezione civile. Le speranze, il sollievo e la gioia, sono state drasticamente ridotte dalla realtà. Solo il piccolo Samuel è sicuramente stato estratto vivo. Attorno alle 21 il bambino è atterrato con un elicottero della guardia costiera all’ospedale di Pescara. Insieme a lui altri due bimbi, intrappolati anch’ essi insieme alla trentina di persone che al momento della slavina si trovavano nell’hotel Rigopiano.

Le condizioni di Samuel sarebbero buone. Il bambino non avrebbe dato segnali di ipotermia. Al momento del soccorso indossava una giacca da neve. Abbigliamento pesante che lo avrebbe aiutato a sopportare il gelo sotto quell’igloo in cui si è trasformato il resort alle pendici del Gran Sasso. Il bambino è in rianimazione a Pescara. Al suo arrivo i familiari di Dino e Marina, arrivati da Chieti e da Popoli, paese di origine della donna, sono esplosi di gioia. Urla, però, strozzate in gola da una realtà raggelante: dei genitori di Samuel ancora nessuna certezza.

Il questore di Ancona, Oreste Capocasa, che ieri pomeriggio si è precipitato a Pescara per seguire le operazioni da vicino e dare conforto ai familiari della famiglia del poliziotto, al telefono si commuove per il bambino. «Speriamo di avere presto notizie positive anche per Dino e Marina,. speriamo». Parole che fanno da preludio a una certezza in nottata: la coppia di Osimo non è nella lista dei sopravvissuti diramata dalla prefettura di Pescara. I loro nomi non figurano neanche tra gli ultimi altri cinque individuati dai soccorritori e che con loro hanno in qualche modo parlato attraverso un cunicolo ricavato nella neve tra le macerie del Rigopiano.

Giuseppe, il fratello di Marina in serata scrive su Facebook: «Comunicazione importante le notizie che ci date e sentite a noi risultano false...per il momento ritrovato e al sicuro solo il piccolo Samuel (siamo con lui) attendiamo notizie positive anche per Dino e Marina (e aggiunge un cuore). Vi preghiamo la massima sensibilità, non condividete notizie di incerta entità». A Farindola si continua a scavare. Continuano ad arrivare notizie di altri sopravvissuti in quelle bolle sotto le travi che hanno retto all’urto della neve. Si scava e si spera. L’Italia intera, Osimo in testa, col cuore in gola.

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