I bancarellari verso Corso Garibaldi: "Era l’unica soluzione per non morire"

Gli ambulanti rispondono così ai negozianti che hanno sollevato dubbi: "Ma poi vogliamo tornare qui"

I bancarellari verso Corso Garibaldi: "Era l’unica soluzione per non morire"

I bancarellari verso Corso Garibaldi: "Era l’unica soluzione per non morire"

Gli ambulanti di Corso Mazzini traslocano in Corso Garibaldi dall’8 gennaio: test di un mese per i lavori che iniziano al Mercato delle Erbe. I bancarellari compatti rispondono alle polemiche sollevate da alcuni negozianti del Corso: "Questa è l’unica soluzione fattibile, ci serve un luogo di pari valore a quello in cui ci troviamo – spiega il conosciutissimo Luca Francalancia – Abbiamo un Corso gemello ed è l’unica opzione. Noi occuperemo il Corso solo la mattina, non copriremo le vetrine come le casette di legno di Natale. Se è tempo buono, non metteremo neppure l’ombrellone – promette – E se mettiamo l’ombrellone, in mezzo ci si vede. Guardate che il Corso la mattina si riempie solo col mercato. In questo modo, abitui la gente a passarci. Certo, accontentare tutti è impossibile. La cosa migliore, per noi, era rimanere qui. Questo è un mercato storico, ci sono i bancarellari di una volta, quelli che portano avanti la tradizione di famiglia da tre generazioni. La storia del commercio non sono le grandi catene estere, ma i piccoli commercianti anconetani. Quello che scarichiamo in 3 cartoni è talvolta il doppio della roba di un negozio. Che noi paghiamo meno tasse dei negozianti? Forse non abbiamo il canone di locazione, ma anche noi abbiamo un bel daffare".

Il mercato verrà (inevitabilmente) spostato per i lavori al Mercato delle Erbe. L’assessore alle attività economiche, Angelo Eliantonio, dopo aver sentito tutte le varie parti in causa, ha deciso di trasferire i banchi in Corso Garibaldi, tra via Marsala e piazza Roma. Ma alcuni negozi in sede fissa hanno alzato la voce: "I bancarellari porteranno caos e riduzione della clientela". Uno di loro era persino pronto a una raccolta firme. Alessandro Ascoli dice la sua: "Si lamentano dei nostri furgoni, ma noi arriviamo alle 6, scarichiamo in 20 minuti e poi i camion li togliamo. Sono polemiche sterili". Riprende Francalancia: "Altre ubicazioni non erano fattibili. Né piazza Cavour, né piazza Pertini né il Viale. La vera zona commerciale è questa – riflette – Andare altrove significa farci morire. Noi, dopo i 18 mesi di lavori, vogliamo tornare qua. Questo mercato è vita, incontri, tradizione e attrazione turistica. Deve rimanere integro. Bene il percorso unico che parte da via Castelfidardo e termina a piazza Roma. L’Italia è cresciuta a pane e mercato". Concorde David Linternari, uno dei veterani (come i Coen): "Il sole al mattino sorge per tutti, non solo per uno. In questi momenti difficili serve solidarietà e compattezza fra operatori commerciali. Anche perché noi non occuperemo tutto il Corso, ma solo una parte, da via Marsala a piazza Roma. Si tratta di un’emergenza, di una soluzione temporanea. Facciamo tutti un piccolo sacrificio e basta con le divisioni. Restiamo uniti".