I conti in tasca al Comune. Festival Popsophia, il rebus fondi. C’è l’ipotesi del tesoretto di riserva

L’attesa rassegna è partita alla Mole ma ancora non è chiaro dove si attingerà per la copertura finanziaria. I costi si aggirano attorno ai 145mila euro e oggi il caso finisce in consiglio comunale per fare chiarezza. .

I conti in tasca al Comune. Festival Popsophia, il rebus fondi. C’è l’ipotesi del tesoretto di riserva

I conti in tasca al Comune. Festival Popsophia, il rebus fondi. C’è l’ipotesi del tesoretto di riserva

Sbloccato l’impasse sul piano triennale delle opere pubbliche 2024-2026, oggi la variazione di bilancio n. 1 della giunta Silvetti approda finalmente nell’aula consiliare per la discussione e per la scontata approvazione. Una manovra da 900mila euro, 407mila dei quali destinati alla cultura, ma proprio qui resta vivo il rebus Popsophia. La serie di show alla Mole lunga quattro giorni, è partita ieri sera, ma lo slittamento dell’approvazione dell’atto di bilancio qualche dubbio lo lascia. Ieri il nostro giornale ha riportato le parole dell’assessore competente, il vicesindaco Zinni: "Popsophia non fa parte di quei 407mila euro, ma trova copertura sotto un altro capitolo" ha riferito l’assessore al Carlino.

Per risolvere il problema della copertura finanziaria dell’evento culturale tanto atteso, la giunta mercoledì ha indetto una seduta di giunta straordinaria col compito specifico di risolvere quel problema. La giunta non ha ancora reso noto dove reperirà questi soldi – Popsophia, ‘Lo spettacolo del male’, dovrebbe costare 145mila euro, il Comune non ha l’onere degli aspetti legati alla promozione e all’organizzazione dell’evento – qualora la cifra non faccia parte dei 407mila euro, ma a chiarire il tutto, in ogni caso, sarà la delibera pubblicata sull’albo pretorio. È molto probabile che lo slittamento a oggi della seduta consiliare di mercoledì, a causa dell’errore tecnico sul piano triennale delle opere pubbliche, possa aver richiesto una misura urgente. Stiamo parlando della scelta di coprire il costo di Popsophia attingendo dal cosiddetto ‘Fondo di riserva’, un tesoretto che ogni amministrazione mette da parte per le urgenze più impellenti.

La copertura finanziaria di un evento culturale programmato da mesi non è esattamente un’urgenza, ma il caos generale delle sedute delle commissioni potrebbe aver richiesto l’atto straordinario. La somma, poi, qualora le cose siano effettivamente andate così, dovrà essere ripianata nella prossima variazione di bilancio (lo stesso Zinni l’ha pubblicamente anticipata tra aprile e maggio) e riallocata nel fondo. Questioni tecnico amministrative, a volte anche cavillose, ma in fin dei conti si sta parlando di risorse pubbliche, di soldi dei contribuenti e i bilanci politici di qualsiasi giunta diventano di forte interesse. La minoranza di centrosinistra, a caccia di informazioni sulla ‘questione Popsophia’, nel prospetto delle interrogazioni urgenti del consiglio comunale di stamattina ha inviato ben 4 richieste tutte inerenti: Pesaresi (Avvio manifestazione Popsophia), Giangiacomi (Popsophia: manifestazione d’interesse, copertura economica, e delibera finanziamento), Petrelli (Popsophia: risorse, impegno di spesa, manifestazione d’interesse), Dini (Costi e finanziamenti Popsophia). Tutto questo a riprova della volontà di capire come la giunta comunale si sia mossa in questo caso. Alla fine, ovviamente, la giunta – assessore alla cultura Bertini o lo stesso sindaco Silvetti – risponderà soltanto a una delle quattro interrogazioni.