"Insuperabily", i podisti per gli altri: "Così facciamo correre i disabili"

Hanno trasformato la loro passione mettendosi al servizio di chi è meno fortunato acquistando carrozzine speciali

"Insuperabily", i podisti per gli altri: "Così facciamo correre i disabili"
"Insuperabily", i podisti per gli altri: "Così facciamo correre i disabili"

La corsa come uno sport che aiuta a superare le barriere e la disabilità di chi è nato meno fortunato. Sono gli "Insuperabily" un gruppo di podisti amatoriali che ha deciso di condividere la propria passione con bambini e adolescenti che correre con le proprie gambe non potranno mai. Acquistate delle speciali e costose carrozzine riescono a far correre su strada e nelle gare anche questi ragazzini alleviando almeno per qualche ora il carico ai loro genitori.

Due gli ideatori del gruppo, che oggi conta più di venti volontari podisti, Mirco Lucarini, impiegato di una compagnia telefonica e Gionata Ferrini, autista di bus. Sono entrambi di Ancona e hanno dato vita agli "Insuperabily", la costola sportiva di una onlus di Camerano, "Orizzonte autonomia", che da più di dieci anni promuove terapie gratuite per disabili. "Un giorno tornavamo da una gara fatta a Roma – racconta Lucarini – e avevamo visto che c’erano dei disabili in carrozzina che avevano partecipato, spinti da dei corridori. Abbiamo ragionato su quello, che sarebbe stato bello se anche noi potevamo far correre così dei bambini disabili e abbiamo conosciuto l’associazione di Giulia Fesce, "Orizzonte autonomia", che ha lo scopo di accompagnare durante la crescita e lo sviluppo bambini e ragazzini con disabilità verso una riabilitazione motoria e sociale che li renda integrati alla società. Così abbiamo iniziato a comprare le carrozzine e a mascherarci da clown, con parrucche colorate, per farli divertire. Una bella esperienza. Noi ci mettiamo le gambe, li spingiamo, loro si sentono partecipi".

In vari periodi dell’anno il gruppo "Insuperabily" organizza cene per promuovere la onlus a cui sono legati e che si sostiene solo con donazioni, compreso il 5 per mille. L’ultima è stata giovedi scorso, per il Carnevale, alla pizzeria del Pincio. "Un momento conviviale dove definiamo anche il calendario delle corse che andremo a fare con i nostri ragazzi in carrozzina – spiega Lucarini – Noi ci siamo da cinque anni ormai e abbiamo fatto centinaia di gare con loro. Lo scopo è farli divertire, farli stare all’aria aperta e liberare i genitori per un paio d’ore durante le quali si distraggono un po’ con un aperitivo perché sostenere tutto il giorno un bambino disabile è dura per loro. Oltre alla corsa riusciamo a portare i ragazzini anche sul Conero, a fare delle passeggiate in montagna, delle vere escursioni che vorremmo allungare anche di due o tre giorni per farli stare in vacanza, in altre destinazioni. Passeggiare in posti accessibili lo fanno già ma se vogliono vedere il Passo del lupo senza le nostre carrozzine e il nostro aiuto non ci riuscirebbero mai".

I corridori e le carrozzine hanno fatto diverse gare anche locali, maratone comprese. Una carrozzina arriva a costare 5mila euro, è preziosissima. "Come mezzi stiamo a posto – dice Lucarini – ne abbiamo per tutti, è la onlus ad avere biogno di contributi perché le terapie sono gratuite e le richieste sono molte".