Jesi, adesca una donna e le spilla 16mila euro fino a minacciare il suicidio

I poliziotti hanno avviato le indagini e hanno denunciato una 66enne di Sassari ma è ancora caccia al complice che ha incontrato la vittima alla stazione ferroviaria

La polizia ha avviato le indagini
La polizia ha avviato le indagini

Jesi (Ancona), 30 gennaio 2024 – Adesca una donna sola e le spilla soldi inventando prima il lutto di un genitore poi una sua grave malattia per far leva sulla sua bontà d’animo e poi minacciando il suicidio. La vittima, una 63enne del posto, si rivolge al commissariato dopo l’ennesima richiesta di denaro e quando già aveva perso 16mila euro e gli inquirenti denunciano per truffa in concorso una 66enne di Sassari, mettendosi sulle tracce del suo complice.

Ieri la conclusione dell’attività investigativa da parte della polizia giudiziaria del commissariato di Jesi, ma i fatti risalgono a marzo scorso. La vittima era stata contattata tramite la messaggistica del socialnetwork da un uomo, con cui aveva avviato poi una fitta corrispondenza. Tra un messaggio e l’altro, l’uomo le forniva il suo cellulare e via whatsapp si scrivevano quotidianamente, intessendo una relazione sempre più fitta fatta di confidenze e ricerca da parte dell’uomo, di approvazione e di conforto. Alla fine di aprile, i due si sono incontrati alla stazione ferroviaria di Jesi. In quella circostanza, l’uomo ha raccontato che sarebbe dovuto partire presto per la Francia, per questioni legate alla successione ereditaria del padre che era deceduto. La settimana successiva, iniziavano le richieste di denaro: dapprima 500 euro per le spese notarili legate all’eredità, che la donna fidandosi provvedeva a dare, effettuando tre distinte ricariche di una carta. Ma incassata la somma, l’uomo tornava alla carica con un’altra fandonia: per entrare in possesso dell’eredità e sbloccare il conto corrente del padre, avrebbe dovuto pagare la somma di 15.500 euro. Stavolta la vittima manifestava le sue perplessità, rifiutando di dargli i soldi. A quel punto, con un’opera di raggiro e persuasione incentrata su una presunta grave malattia di cui l’uomo avrebbe sofferto. Trovandosi in una situazione di bisogno, la implorava di non abbandonarlo proprio in quel momento e che comunque, si sarebbe trattato solo di un prestito e che avrebbe restituito per intero la somma col 5 per cento di interessi. A conferma di ciò, le inviava una lettera di garanzia e la copia del testamento. La donna, convinta, gli ha inviato i soldi a più riprese mediante ricariche delle carte prepagate e bonifici, che tuttavia per l’entità e la frequenza hanno insospettito il direttore della filiale dove era acceso il suo conto corrente. Troppe movimentazioni di denaro, per cui la contattava chiedendole spiegazioni e in quell’occasione la metteva in guardia che poteva verosimilmente trattarsi di una di quelle truffe perpetrate in danno di donne sole. Nei giorni successivi, la 63enne era stata di nuovo contattata dall’uomo con un’altra scusa: dovendo sottoporsi, a suo dire, ad un’operazione chirurgica rischiosa, le chiedeva l’ingente ulteriore somma di 8mila euro. Al rifiuto della donna, l’uomo per far leva sulla sua generosità e sui rimorsi di coscienza, le intimava: . Nel frattempo la donna si era rivolta agli agenti del commissariato di Jesi, sporgendo querela. I poliziotti, coordinati dal vice questore Paolo Arena, sono riusciti ad acquisire informazioni utili e risalire all’intestatario dell’Iban legato al conto corrente nel quale erano confluite le cospicue somme di denaro: una donna di Sassari 66enne, con precedenti di polizia, denunciata in stato di libertà all’autorità giudiziaria competente per truffa. Continuano le indagini per risalire all’uomo che ha agito in concorso con la donna e che è stato riconosciuto dalla vittima, che l’aveva incontrato alla stazione ferroviaria, come corrispondente alla persona ritratta nel profilo social con un nickname.