La sua casa natale imbrattata dai vandali. Per lui una via "cieca"

Ecco come la città rende omaggio al grande genio

La sua casa natale imbrattata dai vandali. Per lui una via "cieca"
La sua casa natale imbrattata dai vandali. Per lui una via "cieca"

"In questa casa nacque e visse Gino De Dominicis". La targa posta a fianco del portone di un palazzo affacciato su piazza Cavour parla chiaro. Qui è nato uno dei più grandi e originali artisti della seconda metà del Novecento, noto ai critici e agli appassionati d’arte di mezzo mondo. Anni fa l’amministrazione comunale, che tra l’altro si riunisce in giunta a poche decine di metri di distanza, ha avuto la meritevole idea di apporre la targa in questione sulla facciata del palazzo. Peccato che, come in tanti altri casi, la facciata in questione è deturpata dai soliti vandali abili nello scarabocchiare su qualsiasi superficie capiti sul loro cammino. La situazione è così da parecchio tempo, per cui è facile arguire che la cosa non interessi molto a chi governa la città. La targa, poi, non è certo di dimensioni enormi. La sua visibilità è piuttosto relativa, per così dire. Forse si poteva fare di meglio. Le scritte fatte a sinistra e a destra del portone potrebbero essere cancellate (almeno quelle). Anche nel caso che l’edificio sia privato non dovrebbe essere difficile trovare una soluzione.

Ma questo non è l’unico indizio della scarsa considerazione data in città a questa figura così importante, a un artista di cui è stato riconosciuto il genio assoluto. Basti pensare a quello che è stato fatto quando si è trattato di dedicargli una via. La decisione è caduta su una anonima via nel quartiere delle Palombare, che da via Achille Barilatti si protende verso via della Montagnola. Il bello, o meglio, il brutto, è che la via a un certo punto si interrompe. Si tratta infatti di una strada ad uso dei soli residenti, essendo senza sbocco. Non vi sono neanche attività commerciali che possano attirare qualcuno. E’ come se non esistesse. Quasi quasi è stata migliore la scelta presa per via Franco Scataglini, alla Baraccola. Anche questa del tutto anonima e lontana dal centro, ma per lo meno assai trafficata. Per Gino De Dominicis si è toccato il fondo. E’ come se i ‘responsabili’ avessero avuto un compito burocratico da svolgere, e per sbrigarsela avessero scelto la prima strada disponibile, senza tenere in alcun conto il livello della figura illustre a cui si rendeva ‘omaggio’. Con il grande poeta anconetano si è ‘rimediato’, anche grazie a una lunga battaglia condotta dal Resto del Carlino. Oggi il Parco del Cardeto è intitolato a Franco Scataglini. Si riuscirà a fare lo stesso per De Dominicis? C’è da dubitarne.

Le occasioni perse, anche in questo caso, sono state molte. Basti dire che nel 2022 all’ex allievo dell’Istituto Mannucci è stata dedicata una grande mostra. Ad Ancona? No, ad Ascoli Piceno. E questo nell’ambito del Premio Marche, altra iniziativa che il capoluogo ha perso, pur essendo storicamente legata alla nostra città. Dopo l’esposizione della Calamita cosmica alla Mole l’amministrazione comunale ha fatto poco o nulla per De Dominicis. A breve si rimedierà, visto che la stessa Mole ospiterà una personale a lui dedicata, con il ‘beneplacito’ di Vittorio Sgarbi. Verrebbe da dire: meglio tardi che mai.

Raimondo Montesi