Lavori fantasma per il Comune Un consulente super partes per le opere contestate a Bonci

La Corte dei Conti a settembre affiderà l’incarico all’ingegner Giacomo Cesaretti. Per il geometra la Procura aveva chiesto il sequestro di un tesoretto pari a 434mila euro: la perdita subita dal Comune.

Lavori fantasma per il Comune  Un consulente super partes  per le opere contestate a Bonci

Lavori fantasma per il Comune Un consulente super partes per le opere contestate a Bonci

di Marina Verdenelli

Danno erariale per i lavori fantasma fatti da ditte amiche, la Corte dei Conti nomina un consulente super partes per analizzare le opere contestate al geometra infedele del Comune Simone Bonci, all’ingegnere Maurizio Ronconi e all’impiegato al servizio Manutenzione Gabriele Gatti. L’incarico sarà affidato all’ingegnere di Jesi Giacomo Cesaretti il prossimo 20 settembre. Era stata la procura del tribunale contabile, la dottoressa Mariaconcetta Pretara, ormai quasi un anno fa, a riportare in giudizio Bonci e gli altri (i provvedimenti sono stati riuniti) chiedendo una condanna al pagamento per tutti, con invito a dedurre, facendo proprie le conclusioni di una perizia di parte della procura ordinaria affidata al geometra teramano Gabriele Di Natale, su cui si è fondato tutto il processo di primo grado della corruzione. Per Bonci aveva chiesto ai giudici il sequestro conservativo di un presunto tesoretto del geometra, pari a 434.965,90 euro, ritenuti la perdita subita dal Comune di Ancona per lavori pubblici non fatti, fatti in parte o fatti male. Danni patrimoniali (oltre 200mila euro), da tangente (quasi 54mila euro), da disservizio (quasi 74mila euro) e d’immagine (più di 107mila euro). Bonci "con artifici e raggiri, consistiti nel predisporre falsa documentazione relativamente a svariati lavori, induceva in errore il Comune che liquidava per intero opere non realizzate o parzialmente eseguite e comunque liquidate per importi notevolmente superiori al valore reale dei lavori eseguiti. Ciò al fine di avvantaggiare talune imprese compiacenti alle quali venivano affidati lavori in palese violazione della normativa sugli appalti pubblici e in spregio dei principi di buon andamento, economicità, efficacia e correttezza nonché in violazione del principio di rotazione degli inviti". Per la corruzione Bonci è stato condannato, in abbreviato, a due anni e mezzo e la sentenza è irrevocabile perché ha rinunciato a fare appello. E’ in piedi per lui, in concorso con Ronconi e Gatti, un altro procedimento (è alla fase dell’udienza preliminare) sempre per le illecite procedure di appalto, per i reati di falso in atto pubblico, truffa ai danni del Comune e abuso d’ufficio. Il danno erariale per Ronconi e Gatti, per i quali la procura contabile chiede la condanna al pagamento, è di 250.385,50 euro (200mila per lavori non eseguiti ma pagati) e individualmente per Gatti anche quasi 7mila euro e per Ronconi quasi 12mila euro. Le difese di Bonci, rappresentato dagli avvocati Riccardo Leonardi e Lorenza Marasca, di Ronconi, rappresentato dall’avvocato Alessandro Maria Brunetti e di Gatti con l’avvocato Gianluca Gobbi, hanno contestato per il procedimento in Corte di Conti la perizia di parte della procura ordinaria affidata a Di Natale, ritenuta una opera "palesemente insufficiente e affidata ad un soggetto che non risulta avere competenza nell’ambito di lavori pubblici". La difesa di Ronconi ha ritenuto anche che "molte delle sottoscrizioni sui documenti implicati nella vicenda non sono riconducibili all’ingegnere" e ha allegato una perizia grafologica.