Lo sbarco dei migranti. Arrestati due clandestini. Uno aveva tentato di entrare undici volte

Dal controllo dei documenti al Palaindoor sono emersi problemi a carico di un pachistano e di un tunisino: il giudice ha dato il nullaosta per l’espulsione. In passato erano già stati allontanati.

Lo sbarco dei migranti. Arrestati due clandestini. Uno aveva tentato di entrare undici volte

Lo sbarco dei migranti. Arrestati due clandestini. Uno aveva tentato di entrare undici volte

Salvati dalle acque del Mediterraneo dopo il viaggio della speranza e subito arrestati. Per due dei 336 migranti arrivati lunedì pomeriggio a bordo della Ocean Viking, la nave della ong Sos Mediterranee che ha approdato al porto dorico, sono scattate le manette perché più volte sono stati trovati in stato di clandestinità in Italia. Entrambi hanno violato il provvedimento di espulsione, emesso dopo il rigetto della richiesta di asilo, e che vietava loro il ritorno per 5 anni.

Dopo le procedure di sbarco, effettuate alla banchina 19, il gruppo dei migranti è stato portato per le pratiche al Palaindoor delle Palombare e gli accertamenti sono andati avanti tutta la notte sia per l’identificazione che per quelli medici. Controllando le identità di ciascuno è emerso che per un tunisino di 27 anni e un pachistano di 36 anni era ancora in corso la procedura di espulsione così sono stati arrestati. Il pachistano, che ha dichiarato di fare il fornaio, è stato sorpreso in condizioni di clandestinità in Italia per ben 11 volte, dal 2010 al 2021 quando è stato rimpatriato per ordine della prefettura di Udine. In passato era stato espulso anche dalla prefettura di Macerata. Il migrante figura tra i 25 presi a bordo dalla Ocean Viking, nei giorni scorsi, salvati dal naufragio di un gommone partito dalla Libia e poi affondato e costato la vita ad almeno 60 persone. Ha visto più volte la morte in faccia. Il tunisino ha alle spalle già due ingressi abusivi, in uno è stato trovato a Melfi, in Basilicata, e in un altro a Lampedusa. L’ultima espulsione, del 2021, portava la firma della prefettura di Potenza. Tutti e due erano stati messi a bordo di un aereo per il rimpatrio. Il tribunale di Ancona, con il giudice Carlo Cimini, ieri mattina ha convalidato entrambi gli arresti. Il pachistano, difeso dall’avvocato Riccardo Somma, ha spiegato al giudice che il suo nuovo tentativo di entrare in Italia è stato per raggiungere uno zio che vive a Morrovalle. II tunisino, difeso dall’avvocato Daniele Sandroni, si è giustificato credendo che il provvedimento di espulsione avesse una validità di soli tre anni. Per entrambi è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di firma, fino alla conclusione della procedura a loro carico. Il pachistano la dovrà osservare dai carabinieri di Morrovalle perché si congiungerà con lo zio, il tunisino all’ufficio immigrazione della questura di Ancona. Le direttissime proseguiranno per il primo il 7 maggio e per l’altro il 23 aprile perché gli avvocati hanno chiesto i termini a difesa per valutare un patteggiamento o un abbreviato. Il giudice ha già dato il nullaosta per la nuova espulsione dall’Italia a conclusione del processo. Intanto è salito a 42 il numero dei minorenni non accompagnati che erano a bordo della nave Ocean Viking. Tra loro anche un bambino di 9 anni del Mali. Adulti e nuclei familiari saranno destinati tra Puglia, Lazio e Toscana. Una donna incinta e un uomo con febbre sono stati portati all’ospedale di Torrette. Ancona è all’ottavo approdo di una nave umanitaria.