Molo Clementino Ecco le strategie politiche a confronto

Il dibattito sul Molo Clementino mette in luce le debolezze politiche di centrodestra e centrosinistra, con errori strategici e mancanza di coerenza. Rubini critica entrambi per mancanza di volontà politica e aggiornamento sui temi ambientali.

Molo Clementino Ecco le strategie politiche a confronto

Molo Clementino Ecco le strategie politiche a confronto

Sul Molo Clementino per le Grandi navi da crociera, la mozione di Francesco Rubini (Altra Idea di Città), che chiedeva la revoca della variante 50 del 2019 assunta dalla vecchia sindacatura, ha messo a nudo le debolezze politiche dei due schieramenti principali. Errori di strategia, posizioni ideologiche, doppiogiochismo, teste chinate agli ordini di cause di forza maggiore: nel dibattito in aula di mercoledì centrodestra e centrosinistra hanno perso qualcosa, chi più chi meno. La minoranza, Pd in primis, optando per una scelta differente avrebbe potuto mettere in crisi seria la giunta uscendo dall’aula e costringendo a quel punto il centrodestra ad assumersi una responsabilità pesante; non l’ha fatto, mostrandosi coerente con la scelta della precedente legislatura, ma di fatto ha offerto sul piatto d’argento a Silvetti e soci di mantenere una posizione ‘democristiana’, nel senso buono del termine. La destra, appunto, e il suo sindaco a cui non è bastato sciorinare la lista di atti pubblici (Dup e così via), assolutamente non vincolanti per la decisione finale, per essere assolto a livello morale dopo le dichiarazioni battagliere la scorsa primavera durante la campagna elettorale: "Il molo Clementino non si farà" dichiarava. Invece no, si farà. I complimenti per aver reso più vulnerabili due contendenti va proprio a Rubini: "La destra ha dimostrato di non avere la volontà politica di stoppare l’opera, il centrosinistra ha perso un’occasione per aggiornare la sua posizione sui temi ambientali: la storia politica e amministrativa dirà che avevamo ragione noi sul Molo Clementino".