Museo archeologico, la riapertura: "Si risana una ferita del terremoto"

La sezione romana era chiusa dal sisma del 1972 e il nuovo allestimento si arricchisce di reperti unici

Museo archeologico, la riapertura: "Si risana una ferita del terremoto"

Museo archeologico, la riapertura: "Si risana una ferita del terremoto"

Uno splendido ‘riassunto’ dell’arte romana nella nostra regione, impreziosito da una cornice d’eccezione come Palazzo Ferretti, con le sue finestre affacciate sul mare. Ieri il Museo Archeologico Nazionale delle Marche ha ‘ritrovato’ uno dei suoi tesori: la serie di reperti provenienti da quelle che un tempo furono le principali città della Repubblica e poi dell’Impero. Ancona aveva già la sua ‘vetrina’. Da ieri il Museo è arricchito dalla nuova sezione dedicata appunto all’archeologia dell’età romana, che copre un periodo lungo circa sette secoli.

Era dal 1972, l’anno del terremoto, che gran parte dei reperti in questione non venivano esposti. Ora lo sono con un allestimento moderno, che parla al presente, capace di valorizzarli al meglio. La soddisfazione è palpabile tra gli artefici del progetto, a cominciare dalle curatrici Nicoletta Frapiccini e Amanda Zanone, che ieri hanno illustrato la nuova sezione insieme al direttore del Museo Diego Voltolini e a Luigi Gallo, direttore regionale Musei Marche, il quale sottolinea l’impegno nel "dare nuova linfa a uno dei musei archeologici più ricchi e significativi del versante adriatico. In questo ultimo anno abbiamo dato avvio a interventi a tutto tondo, coordinando diversi canali di finanziamento, che in contemporanea stanno riportando allo splendore la preziosa sede di Palazzo Ferretti, il più bel palazzo di Ancona, e stanno riconfigurando il percorso e l’esperienza museale secondo il masterplan generale elaborato con il direttore Voltolini. L’obiettivo è fare del Museo un concreto attrattore culturale, facendo emergere quel valore peculiare e identitario connesso alle radici più profonde del territorio". Sulla stessa lunghezza d’onda è Diego Voltolini, per il quale "il MAN Marche è un museo dalla forte anima territoriale, che ha l’onore e l’onere di essere la sede espositiva privilegiata per il patrimonio archeologico marchigiano. L’apertura della nuova sezione dedicata all’età romana di tutte le Marche completa un percorso che offre un respiro di portata regionale. E così si risana una ferita aperta dal terremoto del 1972".

Nicoletta Frapiccini, che ricorda di aver iniziato a lavorare al Museo nel 1987, esordisce con un "ci siamo. Ora possiamo dirlo. Con questa nuova sezione lanciamo una sfida. Occorreva un cambio di passo. Per questo il criterio con cui abbiamo lavorato non è crono-topografico, ma tematico. I reperti illustrano la vita dell’età romana. Ci sono gli oggetti che arredavano le domus più fastose e quelli di uso quotidiano. Si va dalle ceramiche alle monete, non relegate in un angolo, ma in ‘dialogo’ con i reperti esposti. Il percorso è immediato, facile da capire, suggestivo e molto godibile".

La collega Amanda Zanone illustra piccoli e grandi capolavori, dai gioielli agli oggetti in vetro, chiusi in vetrine su cui si specchiano le opere di statuaria, e non solo, in cui spiccano un torso con armatura dalle splendide decorazioni, un ritratto in marmo di Agrippina, madre di Nerone, uno stupendo mosaico con minuscole tessere che visto da lontano sembra un dipinto. Tutti tesori che oggi potranno essere ammirati gratuitamente (il Museo sarà visitabile dalle ore 8.30 alle 19.30). Poi si pagherà, ma è una spesa che vale la pena fare.