Olimpia, senti la ricetta di Messina "Qui tanta gente che ha ambizioni"

Il coach sui giovani: "Credo sempre in loro, ma conta la personalità: se ti serve il pannolino non puoi giocare"

Olimpia, senti la ricetta di Messina  "Qui tanta gente che ha ambizioni"

Olimpia, senti la ricetta di Messina "Qui tanta gente che ha ambizioni".

di Sandro Pugliese

Prima sensazioni positive da parte di coach Ettore Messina dopo i primi giorni di lavoro con la sua nuova Olimpia.

Obiettivi chiari in Italia e in Europa con una formazione rinnovata per metà con la perla dell’acquisto di Nikola Mirotic. "Non posso dimenticare quando l’ho lanciato a soli 19 anni in quintetto al Real Madrid, se c’è una ragione per cui mi vuole un po’ bene è certamente quella. Sono sempre rimasto in contatto con lui in questi anni, in più di un’occasione ha avuto dei gesti di affetto per me e la mia famiglia. Non sono stupito di aver trovato un ragazzo così a modo in questi primi giorni. E’ davvero empatico, anche qui con tutti coloro che lavorano nel club ha trovato subito sintonia. E’ tutto fuorché la super stella, tanto ha il killer instinct in campo, quanto fuori è uno persona tranquillissima".

È stato un investimento importante, che rende il roster all’altezza dei primi posti anche in Europa: "Non posso che ringraziare il signor Armani e Leo Dell’Orco per l’impegno economico e l’amore per la squadra. Penso che anche la serietà dimostrata in questi anni abbia avuto un suo valore. Per noi è motivo di orgoglio e responsabilità, quando viene da te un giocatore come Mirotic sai ancora di più che devi fare le cose nel modo migliore possibile".

Oltre al montenegrino, il reparto lunghi è quello che ha avuto maggiori novità, con Hines e Melli che terranno tutti sotto la loro ala protettiva: "Saremo ancora più atletici, ma soprattutto con una completezza tattica maggiore con tante soluzioni interne ed esterne".

Tra i singoli, oltre a Mirotic, due nomi su tutti, ossia la stella Shavon Shields e il play Kevin Pangos. Messina spiega... "Shields lo abbiamo rifirmato con grande fiducia, l’augurio che intanto sia sano il più a lungo possibile come nella sua prima stagione. Purtroppo due traumi lo hanno limitato in questi ultimi due anni, ma nei playoff si è visto quale possa essere il suo impatto straripante".

Per quel che riguarda il playmaker canadese invece Messina commenta così: "È arrivato in condizioni migliori rispetto all’anno passato quando arrivava da una lunga inattività. Ci ha fatto piacere anche che abbia concordato con il Canada di saltare il Mondiale. Mi sembra - aggiunge coach Messina - in questo momento che sia conscio di quelle che sono le aspettative. L’ho visto bene in allenamento, la presenza di giocatori di alto livello è importante per aiutarlo a esprimersi al meglio, penso che possa tornare ai livelli per i quali l’anno scorso era considerato un colpaccio".

L’anno scorso è stata un’annata partita male e chiusa decisamente con il sorriso: "Dall’anno passato mi voglio portare la coesione che ha dimostrato la squadra, non ci fosse stata avremmo deragliato nei momenti difficili. Invece vorrei evitare ovviamente di avere l’incredibile serie di infortuni che abbiamo avuto e anche quella serie di 9 sconfitte di fila in Eurolega che ci ha tagliato le gambe in Europa".

Poi Messina si toglie qualche sassolino dalla scarpa quando commenta il fatto che all’interno del roster ci siano giovani da sviluppare come Kamagate, Bortolani e Caruso: "Mi fa sorridere che si pensi che io non abbia mai lanciato giovani, lo dimostra Mirotic, ma ad esempio anche Bargnani e tanti altri. Però faccio giocare i giovani bravi. La differenza è la personalità, a tutte le età. Se vai in campo, fai due errori e ti spaventi perchè l’allenatore ha urlato non funziona. Se hai bisogno del pannolino, non puoi stare in campo".