Ospedale geriatrico, acque agitate. In vista dimissioni e cambi al vertice

Divisioni e divergenze sull’operatività di alcuni reparti chiave dopo la decisione di stringere accordi con la dirigenza di Torrette: intese comuni che avrebbero provocato invasioni di campo mal digerite.

Ospedale geriatrico, acque agitate. In vista dimissioni e cambi al vertice

La palazzina della Montagnola che ospita l’Inrca che si appresta a vivere stravolgimenti al vertice

Acque agitate all’Inrca, alle viste probabili dimissioni e cambi al vertice in reparti chiave dell’ospedale geriatrico della Montagnola.

Stando a fonti interne all’istituto specializzato nella ricerca e nella cura dell’anziano, ci sarebbero dei malumori mai sopiti che non riguarderebbero soltanto la situazione attuale, ma andrebbero indietro anche alla gestione dell’ex Dg Genga. Dissidi, o meglio visioni divergenti sull’andamento dell’operatività del reparto o dei reparti in questione, poi proseguiti anche durante l’attuale guida dell’azienda ospedaliera, dal 2023 nelle mani di Maria Capalbo. Dopo Torrette, dove nonostante tutto la situazione dei primariati rimasti in bilico per anni è stata risolta (pronto soccorso, cardiochirurgia pediatrica e direzione medica), all’Inrca ci potrebbero presto essere importanti novità. A giocare un ruolo determinante potrebbe essere la decisione da parte della direzione generale di stringere accordi, o meglio firmare convenzioni a tutti gli effetti, proprio con l’altra azienda ospedaliera delle Marche, quella Ospedaliero-Universitaria di Torrette. Prima (come ricordato in un pezzo qui in pagina) la chirurgia generale del professor Mario Guerrieri, poi l’ortopedia del professor Antonio Gigante e adesso il recentissimo accordo con la neurochirurgia del dottor Roberto Trignani.

Accordi siglati con l’obiettivo comune di abbattere le liste d’attesa, provocando, tuttavia, un’invasione di campo all’interno dei due poli ospedalieri dell’Inrca, Osimo, ma soprattutto nei confronti della sede principale della Montagnola. I dirigenti medici di alcuni reparti temono si stia andando verso una sorta di ‘svendita’ della qualità di alcuni pezzi pregiati dell’azienda.

Rapporti delicati tra professionalità con cui tutte le aziende devono convivere e che spesso si trasformano in vere e proprie crisi. Proprio quanto rischia di succedere all’Inrca dove le beghe sono iniziate da alcuni anni, ma hanno poi avuto un’accelerazione nel periodo pandemico. Diversi i medici che hanno lasciato l’azienda ospedaliera negli ultimi anni, alcuni per trasferirsi in strutture private convenzionate dove poter disporre di maggiori garanzie professionali. Le prossime settimane saranno decisive in tal senso per capire cosa accadrà in seno all’Inrca e lo scenario complessivo.