Pronti ad andarcene anche ora: "La condizione: annullare il bando. Mai pagati da Atim, solo promesse"

L’ad di Aeroitalia Intrieri: "Qui non investiremo più nulla. Alla prima scadenza non hanno rispettato i patti. C’è un nostro atr con il logo Let’s Marche, ma non abbiamo visto un euro. E’ stata tutta una rimessa".

Pronti ad andarcene anche ora: "La condizione: annullare il bando. Mai pagati da Atim, solo promesse"
Pronti ad andarcene anche ora: "La condizione: annullare il bando. Mai pagati da Atim, solo promesse"

"Se la Regione ci libera e annulla il bando noi siamo pronti ad andare via anche subito da Ancona, senza dover aspettare un anno. Qui non investiremo più nulla". Non c’è nessuna speranza e nemmeno margini di trattativa per far restare Aeroitalia nelle Marche. La compagnia aerea italiana, che da ottobre scorso aveva rilanciato i collegamenti di continuità con Roma, Milano e Napoli, ha il dente avvelenato contro Regione e la sua costola Atim, l’agenzia per il turismo e l’internazionalizzazione delle Marche. Ai ferri corti si è arrivati per un contratto che l’amministratore delegato di Aeroitalia Gaetano Francesco Intrieri aveva firmato con il direttore di Atim Marco Bruschini per fatturare all’agenzia 750mila euro (in un anno) ma che già alla prima scadenza di pagamento Atim non avrebbe rispettato. Intrieri ieri, collegato via web, ha dato conto in una conferenza stampa sui contenuti del contratto a cui lui fa fede. "Ci siamo interessati a volare nelle Marche proprio perché era stato pattuito un progetto - ha detto l’ad di Aeroitalia - che prevedeva destinazioni da e per Ancona. Era inserito il bando di continuità ma siamo stati subito chiari perché solo quello per noi non era conveniente. Fin da subito è stato affrontato tutto questo insieme a Bruschini e si decise di ampliare l’operatività dell’aeroporto e di Aeroltalia, non come rotte ma come contributo della Regione, con un contratto di sponsorizzazione tra Aeroitalia e Atim. Noi abbiamo fatto tutto correttamente, c’è un nostro atr che ha l’adesivo della campagna ‘Lets Marche’ ma non abbiamo visto mai un euro". Stando al contratto dove Atim riconosceva la competenza marketing di Aeroitalia e quella in grado di portare un incremento del turismo, la compagnia aerea doveva fatturare all’agenzia "750mila euro - come ha spiegato Intrieri - ripartite così: 250mila euro al 1 ottobre 2023, 250 al 1 dicembre 2023, 125 al 1 maggio 2024 e 125 al 30 novembre 2024". L’accordo era finalizzato alla esecuzione e realizzazione di un piano marketing per promuovere sui mercati internazionali le Marche con il logo "Let’s Marche" ed entrava in vigore il 1 dicembre del 2023 fino al 30 novembre 2024, con pagamenti a 30 giorni da ogni scadenza. Nessuna fattura di quelle già scadute sarebbe stata mai pagata da Atim. "Il 25 attobre scorso Bruschini mi ha inviato una pec - ha continuato Intrieri - proponendo un’ulteriore somma di un milione di euro, ma visti gli atteggiamenti avuti prima non l’ho tenuta nemmeno in considerazione, non avevo più fiducia. Da parte di Atim il contratto non è stato mai rispettato. Non ho compreso i motivi, ormai è tutta una farsa, ma intanto ho deposiato azioni legali contro Atim per il pagamento delle fatture di quel contratto e per i danni cagionati. L’accordo funzionava solo se avessimo vinto il bando come poi è stato ma abbiamo visto che la Regione disconosceva il contratto o forse non lo sapeva nemmeno. Adesso sarà Atim a doverlo dire nelle sedi proposte. Nessuno in Regione ci ha dato spiegazioni. D’Orsogna è stato l’unico che ha cercato in tutti i modi di recuperare la situazione. Poi siamo stati costretti a cancellare parte del programma come i voli per Bucarest, Vienna e Barcelona, questo ripristinato solo per Natale perché c’erano abbastanza passeggeri. Rimaniamo a volare su Milano, Napoli e Roma solo per rispetto di Enac e del ministero e fino al 1 ottobre 2024 perché lo prevedono le clausole del bando, ma sarà una rimessa".