Recalcati al sindaco "Impossibile fare Kum, andiamo in un’altra città Scelta politica miope"

Lo psicoanalista e ideatore del festival mette la parola fine alla collaborazione "E’ un grande dolore personale, mai avrei immaginato di congedarmi così. Silvetti mi sembrava deciso a continuare, ma non so quali pressioni abbia avuto".

Recalcati al sindaco  "Impossibile fare Kum,  andiamo in un’altra città  Scelta politica miope"

Recalcati al sindaco "Impossibile fare Kum, andiamo in un’altra città Scelta politica miope"

di Pierfrancesco Curzi

"Caro sindaco, ti scrivo...". Massimo Recalcati, ideatore e motore del "Festival Kum!", ha messo nero su bianco la sua risposta definitiva sul futuro della sua ‘creatura’ culturale comunicando ufficialmente a Daniele Silvetti la decisione di mollare. Una decisione sofferta dopo anni di presenza ad Ancona, successiva alla decisione della giunta di centrodestra di tagliare del 50% i finanziamenti di tutti gli eventi culturali del 2023: "Prendendo atto delle vostre scelte politiche di fondo – scrive Recalcati – e pur comprendendo i problemi in cui ogni anno versano i bilanci dei Comuni italiani, non posso che ribadire l’impossibilità di realizzare Kum! ad Ancona. È un grande dolore personale e, se mi permette, l’esito di una scelta politica miope, considerando il prestigio e l’indotto che negli anni Kum! ha reso alla città di Ancona. Avrei potuto proporre questo festival a Milano o nelle città dove insegnavo, ma ho preferito scegliere Ancona perché mi è sempre parsa la città più giusta per ospitare in un solo magnifico luogo, la Mole, un festival come questo considerato anche il profondo radicamento del mio nome sul vostro territorio. I risultati mi hanno dato ragione e mai avrei pensato che un cambio di amministrazione avrebbe potuto modificare questa sinergia così positiva che si è determinata tra cultura e città. Dopo la nostra positiva conversazione telefonica, non immaginavo di dovermi congedare in questo modo, avrei preferito proseguire il cammino di Kum! alla Mole, per il bene della città e delle Marche, ma ad oggi questo è davvero impossibile". Recalcati, la decisione è irrevocabile?

"Se il sindaco riaprisse le porte a Kum! ne sarei solo felice. È un grande dolore disperdere un patrimonio culturale come quello che il nostro festival ha accumulato in questi anni di intenso e gioioso lavoro. Ma è un gesto che non dipende da noi, dipenderà anche dagli eventuali accordi che potrebbero nascere con altre città nel frattempo".

Sposterete Kum altrove?

"Il programma 2023 è già pronto e prevede ospiti, come al solito, di grande qualità e prestigio. Il tema sarà la ‘Scuola’, la sua vita, i suoi problemi, il suo avvenire, la sua storia nel nostro paese. Se il sindaco di Ancona ribadirà i tagli ai fondi, ci troveremo in una condizione di esilio. Molte città in queste settimane hanno però offerto la loro disponibilità ad accoglierci. Io e i miei colleghi vorremmo però che il festival non fosse obbligato a migrare fuori dalla regione dove è nato".

C’è una scelta politica oppure semplicemente economica dietro il taglio delle risorse?

"Ho parlato direttamente con Silvetti in una sola occasione e mi era parso molto deciso a rinnovare la sua fiducia a Kum! Non conosco però le pressioni politiche a cui è eventualmente stato sottoposto. I tagli nei confronti della cultura sono una discriminante nel modo di concepire la vita di una città. Dove c’è cultura c’è inclusione, condivisione, pensiero critico, educazione civica. Ho scritto al sindaco che sarebbe miope non saper riconoscere tutto questo".

Si sente offeso per questo trattamento?

"E’ doloroso, per noi e per il popolo di Kum! che negli anni ha segnalato questo festival come uno tra i più qualificati sul territorio nazionale. Una città come Ancona dovrebbe tutelare questa gemma. Ma la politica a volte ha lo sguardo corto, non è capace di visioni. Vedremo".