Restauri nella Santa Casa di Loreto: nuova luce per la cupola e la sala del Pomarancio

Restauri nella Santa Casa di Loreto: nuova luce per la cupola e la sala del Pomarancio

Restauri nella Santa Casa di Loreto: nuova luce per la cupola e la sala del Pomarancio

di Silvia Santini

LORETO (Ancona)

Il restauro durato anni ha dato nuova luce alla cappella dei Santi Pellegrini, conosciuta come sala del Pomarancio, e alla cupola della basilica della Santa Casa di Loreto, che si staglia, bianca e imponente, visibile da chilometri di distanza. Il complesso delle opere eseguite proprio nella basilica è stato finanziato con fondi messi a disposizione dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il tramite del Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche per la Toscana, le Marche e l’Umbria. Presentato nel 2016 dalla Delegazione Pontificia e portato avanti dal 2018 al 2021, il progetto ha ricevuto l’approvazione del comitato tecnico amministrativo al Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche ed il parere favorevole della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio delle Marche. Dalla struttura alle superfici decorate, seguendo la filosofia dell’intervento minimo necessario e non invasivo, la sala, magnifica, si è riscoperta in una rinnovata bellezza, con il cielo ispirato alla vita della Madonna. Nei secoli ha raccolto persino gli ex voto delle corti reali, trafugate poi da Napoleone.

"Questa cupola è riconosciuta come la cappella Sistina delle Marche. La mia riconoscenza – ha detto monsignor Fabio Dal Cin, delegato pontificio di Loreto – va al ministero delle Infrastrutture e alle istituzioni che in modo sinergico hanno contribuito a restituire ai tanti visitatori e fedeli una parte significativa della bellezza che questo Santuario Pontificio conserva". Ancora più imponente l’intervento sulla cupola del Seicento, affrescata prima dal Pomarancio e poi da Maccari, per un costo di 1 milione e 800mila euro.

È stato fatto in modo che la basilica non fosse mai chiusa durante i lavori che sono andati avanti anche in periodi molto difficili, come quello dell’emergenza covid. Presentava ammaloramenti dovuti alla vetustà che avrebbero comportato gravi rischi. Alla presentazione dei restauri in rappresentanza del ministero delle Infrastrutture, era presente Calogero Mauceri, capo dipartimento per le opere pubbliche. Presenti l’assessore regionale Chiara Biondi, il sindaco Moreno Pieroni, il provveditore interregionale alle opere pubbliche Giovanni Salvia, l’ingegner Carla Macaione, dirigente della sede di Ancona del Provveditorato e l’ingegner Corrado Cipriani, responsabile del procedimento dei lavori. Ha moderato gli interventi Gerardo Villanacci, docente di Diritto privato alla Politecnica delle Marche.