Simonella, dimissioni "rumorose". Centrosinistra tra silenzi e imbarazzi

Ad eccezione del segretario Pd di Ancona e di Giacomo Petrelli, nessun altro della minoranza le ha dedicato un pensiero. E cresce il malumore per Mandarano (Italia Viva), spesso affine a Silvetti.

Simonella, dimissioni "rumorose". Centrosinistra tra silenzi e imbarazzi

Simonella, dimissioni "rumorose". Centrosinistra tra silenzi e imbarazzi

Liti, smarcamenti, precisazioni, comunicati fuori tempo e post social tra il serio e faceto: benvenuti nel mondo fatato del centrosinistra anconetano, o meglio dell’opposizione alla giunta Silvetti in sella da nove mesi. Le dimissioni di Ida Simonella da consigliere comunale hanno scatenato una serie di reazioni tra rabbia e sollevazione.

A uscirne più rafforzato, non solo numericamente, è il Partito Democratico che guadagna un consigliere (Angelo Tomassetti), ma che adesso ha ancora di più l’onere di portare avanti il confronto con la maggioranza di destra. La rabbia di chi punta il dito sulla scelta strategica fatta più di un anno fa sul nome del candidato a sindaco successore di Valeria Mancinelli, al netto dell’esito delle Primarie; sollevazione perché di fatto i Dem sembrerebbero aver spazzato via qualsiasi tipo di orpello ideologico nel contenitore fatato di cui sopra. Poi però resta la sostanza e la sensazione di impoverimento generale della minoranza seduta sugli scranni di Palazzo del Popolo che con Ida Simonella ha perso un punto di riferimento. Emblematico che al post pubblicato venerdì dall’ex assessore al bilancio per comunicare le dimissioni abbiano commentato in tanti, anche con tributi onorevoli dall’avversario ("Consigliera comunale preparata e attenta; grazie per i contributi di riflessione che hai portato avanti con intento costruttivo" Arnaldo Ippoliti, consigliere di centrodestra); eppure, a parte Giacomo Petrelli (Pd), nessun altro pezzo di minoranza ha ritenuto necessario esprimerle un pensiero. Lo ha fatto con poche parole il segretario comunale del Partito Democratico, Simone Pelosi, che proprio l’altro ieri ha diffuso un comunicato sul tema. Pelosi è riemerso pubblicamente dalle nebbie Dem dopo l’analisi amara della sconfitta del 29 maggio scorso. Un documento a sua firma per commentare le dimissioni della consigliera alleata, forse il primo da mesi dopo il lungo letargo in cui dal Pd locale, a parte l’opera dei consiglieri, non è arrivato un solo contributo, magari legato all’azione di governo della destra. Sembra quasi che sia il centrosinistra a governare Ancona, come se il tempo si fosse fermato e nessuno si fosse accorto che il capoluogo dorico per la prima volta è passato di mano. A giugno 2023 noi del Carlino avevamo commentato l’esito della faida notturna interna alla destra per la scelta degli assessori, ora qualcosa di simile sta accadendo all’opposizione. Oltre al caso-Simonella i Democratici di Ancona devono fare i conti anche con l’opposizione ‘un tanto al chilo’ di Massimo Mandarano (Italia Viva), tecnicamente schierato col centrosinistra, ma spesso affine alla giunta Silvetti e distante anni luce dalla sinistra di Rubini e, nell’ottica del ‘campo largo’, da Verdi e Grillini. Lo scontro a distanza è arrivato dopo la conferenza stampa organizzata dalle opposizioni sulle critiche ai primi nove mesi di lavoro di Daniele Silvetti e della sua giunta. Mandarano sostiene di non aver mai visto il comunicato di indizione della conferenza stampa, con i 9 punti per 9 mesi di malgoverno della destra, e ha attaccato la capogruppo Dem Susanna Dini. Infine il post pubblicato ieri mattina da Carlo Pesaresi (Ancona Diamoci del Noi) sulle dimissioni della Simonella: "Allora, direi che ci sono tutti gli estremi per invalidare le Primarie. Cominciamo daccapo?" è stato il commento scherzoso e ironico di Pesaresi.