Violenza sessuale
Violenza sessuale

Ancona, 1 dicembre 2018 - Un’altra storia di violenza sessuale avvenuta tra le mura domestiche, in ambito famigliare, ma rimasta nascosta per anni, fino a quando la vittima non ha deciso di rivolgersi alla polizia, le donne della Squadra Mobile, e all’avvocato Myriam Fugaro della rete a sostegno delle vittime vulnerabili ‘Donne e giustizia’ di Ancona. La vicenda brutale è emersa durante il convegno ‘Non saremo più messe a tacere’ tenutosi ieri mattina in questura.

Tutto ha inizio quando la ragazza, oggi 20enne, di anni ne aveva appena 14. Su di lei erano ricadute le attenzioni di un uomo che di anni ne aveva il doppio e che, per legami affettivi nei riguardi di una parente della giovane, era riuscito ad avvicinarla. Prima alcune attenzioni che potevano essere scambiate per delle carinerie fino a quando la vicenda non ha iniziato pian piano a farsi sempre più torbida. Se inizialmente erano soltanto carezze che potevano apparire come dettate da un rapporto di affetto, successivamente quelle mani hanno osato sempre di più fino a quando all’età di 16 anni la giovane, con quell’uomo, ha avuto la sua prima volta e, in cambio di non rivelare a nessuno quel loro segreto, anche la somma di 500 euro. Si trattava però di una violenza vera e propria perché il suo aguzzino la stordiva con gli alcolici e quindi fumando insieme anche dell’hashish. La giovane non aveva coscienza di ciò che realmente le accadeva ed era in questo modo inconsapevolmente e totalmente sottomessa. La violenza che subiva era ogni volta ripagata con viaggi e regali continui al punto che lei stessa si era trovata a dover subire e affrontare qualcosa di più grande di lei e dalla quale non sapeva come fare per uscirne. Troppo difficile dover giustificare una violenza tale ai propri famigliari e impensabile andare dalla polizia, forse per vergogna.

La svolta è però arrivata quando la ragazza, a 19 anni, è rimasta incinta del suo aguzzino. Da quel rapporto è nata una bimba (che la vittima ha voluto tenere) e la paura che l’uomo potesse rivendicarne la paternità e l’incubo si trasformasse in qualcosa che sarebbe andato poi avanti per tutta la vita, ecco la decisione, poco più che 20enne, di andare in questura ad Ancona e di rivolgersi al pool di donne che si occupa dei casi di violenza.

In questo modo, grazie anche all’associazione ‘Donne e Giustizia’, è stato più facile raccontare le continue violenze subite. E’ di poche settimane fa la chiusura dell’inchiesta. La Procura ha chiuso le indagini contestando all’uomo il reato di violenza sessuale aggravata. «Di tutta questa storia – è emerso durante il convegno – la criticità maggiore è stata anche nel fatto che nessuno si era accorto di quanto accadeva ‘in casa’ facendo sì che la vicenda andasse poi avanti per cinque anni nell’assoluto silenzio».