Torrette nella bufera. Gozzini: "Basta, adesso parlo io. Stiamo riorganizzando tutto il nostro ospedale"

Il direttore generale rompe il silenzio e dice la sua sulle polemiche esplose dopo la lettera di alcuni capi dipartimento: "Non possiamo rimanere fermi anche in termini tecnologici e di sviluppo"

Il direttore generale Gozzini

Il direttore generale Gozzini

Ancona, 11 dicembre 2023 – “Facciamo chiarezza, adesso parlo io". Il direttore generale di Torrette, Armando Gozzini, dice la sua dopo giorni di polemiche successive alla lettera inviata da un gruppo di capi dipartimento sullo stato in cui versa l’azienda.

Nel documento inviato al Carlino, Gozzini spiega il pregresso e l’attualità con l’obiettivo di riprendere il cammino verso il futuro: "La quota importante di personale cresciuta fuori dalla pianta organica era un fatto noto: sono 170 gli operatori stabilizzabili nella pianta organica assunti sostanzialmente in periodo Covid dal 2020 e che nel tempo hanno poi colmato necessità pregresse di anni. Rinforzi, negli ultimi tre anni, a sostegno della sanità marchigiana. Nel 2022, prima della costituzione delle Ast, era impossibile attribuire a tavolino risorse economiche ad aziende non ancora costituite, nate sulle ceneri della vecchia Asur e delle Aree Vaste che sono oggi degli spoke verso Hub e viceversa. Queste Ast stanno vivendo un periodo di profonda trasformazione nella mission in termini di cambiamento ospedale/territorio. Tetti e piante organiche vanno riviste in funzione della mission, ma anche di un consolidato certo, come ha dimostrato nel 2023 Torrette attraverso il rinnovo dei precari del periodo Covid".

Gozzini si rivolge al personale: "In ogni operatore, medico o infermiere che sia, c’è sempre un background che ha un valore in termini di esperienza professionale e passaggio delle conoscenze. Non impariamo da soli, per questo abbiamo bisogno di non disperdere qualità attraverso anche le stabilizzazioni, lasciando che il patrimonio conoscitivo resti lì e dia i suoi frutti proprio dove si è realizzato. È solo con la lucida consapevolezza dei problemi che ci sono in termini di risorse umane, ma anche in termini di trasformazione tecnologica, che l’Azienda Ospedaliera delle Marche possa mantenere il livello ottenuto grazie anche alla forza dell’unità e alla flessibilità di tutto il sistema. Intanto i dati del Piano nazionale Esiti/PNE dell’anno in corso confermano un netto incremento rispetto al passato. Questo dimostra qualitativamente la grande forza dell’azienda che lavora a testa bassa per curare i cittadini di tutta la Regione. Personalmente ho messo in campo la sfida con lo spirito di affrontare una riorganizzazione di tutta la ‘macchina’ che ha bisogno di guardare al futuro per non restare ferma anche in termini tecnologici e di sviluppo. Stiamo preparando un atto di sviluppo prodromico all’atto aziendale con importanti proposte di cambiamento a livello di impostazione organizzativa dei servizi a supporto".

Infine alcune novità importanti: "Due linee forti di azione, una per il personale e una per gli investimenti guardando al futuro. Non ci si può fermare – conclude Gozzini – Tra pochi giorni la nuova Morgue sarà operativa e saremo pronti per le demolizioni in funzione del nuovo Salesi. Sul Piano burocratico abbiamo sbloccato diversi contenziosi pregressi, tra cui quello per i lavori della nuova palazzina uffici. Stiamo rivedendo perché assente, tutta la logistica dei percorsi interni e dei servizi ai reparti e ai servizi per la chirurgia nelle sale operatorie ed esterni come la rivisitazione di tutte le aree parcheggi che saranno integrati. Un piano per la sostituzione di apparecchiature ‘fine vita’ come gli angiografi, la Tomoterapia e la tac Pet, nonché un piano per l’ammodernamento dei servizi di facility sull’immobile dell’ospedale, il tutto in una visione sinergica".