Varano si ferma "Festival del dialetto, ora il futuro è a rischio Problemi da risolvere"

L’area dove si tiene ogni anno è privata e c’è una trattativa col Comune. Demoliti anche i capanni e i costi della sicurezza sono diventati alti. La presidente Gioia: "Dopo 46 anni non credevo di starci così male".

Varano si ferma  "Festival del dialetto,  ora il futuro è a rischio  Problemi da risolvere"

Varano si ferma "Festival del dialetto, ora il futuro è a rischio Problemi da risolvere"

di Valerio Cuccaroni

"Non credevo di stare così male", ci dice, con le lacrime agli occhi, Lucia Gioia, presidente del Comitato Manifestazioni Feste Varanesi, che organizza il Festival del Dialetto di Varano. Domani, giorno della Festa del Mare, come da tradizione, si sarebbe dovuta celebrare anche la conclusione della popolare manifestazione varanese. Invece, il Festival del Dialetto di Varano non si farà neanche quest’anno. A rammaricarsene non è solo la presidente. Erano circa diecimila le persone che a ogni edizione raggiungevano il borgo per assistere agli spettacoli di teatro dialettale e gustare i prelibati bocconcini delle cuoche del paese.

"Sono tra le socie fondatrici del Festival – ricorda Goia – mi sono data da fare per quarantasei edizioni, dal 1970 al 2019, insieme a mio marito, ai figli e ai nipoti". E proprio una delle nipoti della presidente, Alice Mancinelli, che lavora nel celebre ristorante Cipriani di New York, fra pochi giorni tornerà a Varano per studiare i menù che hanno reso famosa la manifestazione, grazie alla sapienza delle capocuoche Maria Marconi, Ornella Gatti e delle loro colleghe.

Sarà possibile che il Festival del Dialetto riprenda il prossimo anno? "Prima ci sono dei problemi non indifferenti da risolvere", ci spiega Maurizio Osimani, cassiere e consigliere del Comitato. In effetti, la piazza, dove si svolge la festa, è uno spazio privato che per il resto dell’anno è concesso ai varanesi dal proprietario, Vincenzo Verona, per parcheggiare le auto. "Dove mettiamo le quaranta, cinquanta auto che sostano ogni giorno nel piazzale?" si chiede Osimani. Una soluzione ci sarebbe: "Stiamo aspettando che il Comune acquisti i terreni di Verona, per allargare la piazza, e di Lucesole e Veroli, per creare un nuovo parcheggio", ci spiega la presidente Gioia.

Da Maria Stella Lucesole veniamo a sapere che la trattativa per la vendita del suo terreno è in corso: "Sto aspettando la chiamata dall’Ufficio Patrimonio per accordarci sul prezzo". Si tratta di un terreno che è stato sempre concesso dai proprietari per parcheggiare le auto dei residenti durante i giorni del Festival e che, una volta acquistato, il Comune dovrebbe trasformare in un parcheggio regolare. Gli abitanti degli edifici che si affacciano sull’area, però, non sono d’accordo e hanno iniziato una raccolta firme. Per non parlare del fatto che non risultano trattative per la vendita del piazzale.

"Ci sono anche altri problemi", aggiunge Osimani, che specifica: "Abbiamo dovuto demolire i capanni che contenevano le cucine e le altre strutture, perché il proprietario del piazzale rischiava una denuncia; inoltre i costi per la sicurezza, dopo le tragedie di Torino e Corinaldo, sono diventati insostenibili: se prima pagavamo mille euro, nel 2019 ne abbiamo pagati 12mila". Alcuni di questi problemi si trascinano dai tempi del sindaco Monina. Riuscirà la nuova Giunta dove tutte le altre hanno fallito?