Violenza allo stadio. Botte e minacce all’arbitro. Condannato il calciatore

Tutto per una rimessa da fondo campo assegnata alla squadra avversaria. La partita era tra il Piano San Lazzaro e L’Aquila per il campionato di Terza Categoria .

Violenza allo stadio. Botte e minacce all’arbitro. Condannato il calciatore

Violenza allo stadio. Botte e minacce all’arbitro. Condannato il calciatore

Non gli era andata giù che l’arbitro, al 27esimo minuto del secondo tempo, aveva indicato una rimessa dal fondo campo per la squadra avversaria. Contestava la decisione a voce alta e anche quando il direttore di gara lo aveva invitato a tenere un comportamento più corretto il calciatore aveva proseguito. Aveva dato del "pezzo di m..." al direttore sportivo proseguendo poi con frasi blasfeme. Alla fine l’arbitro era stato costretto a tirare fuori il cartellino rosso per espellerlo. Invece di uscire dal terreno di gioco lo sportivo aveva iniziato a minacciare l’arbitro: "Ti spacco la faccia". Poi sono arrivati anche due pugni in faccia. La partita era stata sospesa, finita nel peggiore dei modi. I fatti risalgono al 7 aprile del 2018 con il match che si era disputato al campo comunale Dorico di Ancona tra il Piano San Lazzaro e L’Aquila. Una partita di calcio del campionato di Terza categoria, girone D. Protagonista delle percosse e delle minacce un attaccante della società L’Aquila, 36 anni, rumeno. E’ finito a processo per lesioni e minacce gravi al tribunale dorico. Giovedì è arrivata la condanna per il calciatore, davanti al giudice Matteo Di Battista che gli ha inflitto tre mesi di reclusione con la sospensione della pena subordinata però al pagamento di una provvisionale di 2mila euro da pagare alla vittima. L’arbitro, un 25enne napoletano, della Figc Aia sezione Ancona, si era costituito parte civile con l’avvocato Jacopo Saccomani.

Inizialmente l’accusa era solo di lesioni ma poi, durante il processo, è stato aggiunto anche il reato di minacce gravi. Dopo il primo pugno il calciatore si era di nuovo avventato contro l’arbitro perché aveva fischiato la fine della partita. L’aggressione aveva spaventato il direttore di gara che temeva di essere di nuovo preso di mira quindi aveva proceduto a terminare l’incontro. L’attaccante però, inizialmente trattenuto dai compagni, si era divincolato e raggiunto il 25enne lo aveva di nuovo colpito in faccia. In più lo aveva anche minacciato così: "Ti aspetto fuori, ti spacco la faccia".

Al campo erano arrivati polizia, carabinieri e 118. L’arbitro era stato scortato fino allo spogliatoio e poi era andato in ospedale per un trauma cranico non commotivo da percosse. In tutto aveva avuto 35 giorni di prognosi e anche due punti di invalidità per il riconoscimento di un danno biologico permanente. Aveva sporto denuncia. Il giudice sportivo del comitato regionale Marche aveva poi squalificato il calciatore fino all’11 aprile 2021.