"Ecco perché non vogliamo la casa a Cave"

In questa lettera, Giovanna Rendina, vittima del terremoto del 2016, denuncia l'invisibilità e l'ignoranza delle istituzioni nei confronti della sua famiglia e chiede un equo indennizzo in sostituzione della mancata ricostruzione della casa.

"Ecco perché  non vogliamo  la casa a Cave"
"Ecco perché non vogliamo la casa a Cave"

"Noi, familiari delle vittime, siamo sempre rimasti invisibili e ignorati da tutte le istituzioni". A pochi giorni dal settimo anniversario del terremoto Giovanna Rendina, che sotto le macerie ha perso i propri genitori Pietro Rendina e Clara Paradisi, oltre a quattro abitazioni di proprietà. La donna, anzi, ha perso anche il cognato ed è rimasta per tanto tempo sotto ai calcinacci dell’edificio crollato, insieme al marito Emilio, prima di essere salvata da due carabinieri. La terremotata, attraverso una lettera, ha lamentato la scarsa attenzione che c’è stata nei confronti della sua famiglia e il fatto che la propria richiesta di un risarcimento anziché ricostruire la propria abitazione non sia stata presa in considerazione.

"Abbiamo manifestato la ferma volontà di non ricostruire la casa in zona ‘Cave’, sempre nella frazione di Pescara, come invece era stato previsto dal piano urbanistico attuativo approvato a dicembre dal Comune di Arquata – spiega Giovanna Rendina –. Invece, abbiamo chiesto un equo indennizzo in sostituzione della mancata ricostruzione. La nostra richiesta è stata dettata dal dolore e dalla sofferenza di non voler rinunciare a qualcosa che i miei genitori hanno costruito con tanti sacrifici. Nelle opposizioni al piano urbanistico, presentate tramite Pec al Comune di Arquata il 7 giugno del 2022 – prosegue Giovanna –, avevamo chiesto in via principale l’indennizzo pari al valore della ricostruzione della casa, in subordine l’acquisto di una casa nel comune di Norcia ed in ulteriore subordine la ricostruzione dell’immobile nella frazione di Piedilama. Siamo state invece collocate in zona ‘Cave’ senza nessuna motivazione. Con l’entrata in vigore del Testo Unico sulla ricostruzione dallo scorso primo gennaio, fra l’altro, è previsto l’acquisto di un immobile nei Comuni limitrofi a quello di Arquata. Noi chiediamo di ricomprendere anche le province vicine".