Ex Bambinopoli ancora nel degrado

L’ex consigliera Emanuela Carboni lamenta: "La zona continua a trovarsi in completo stato di abbandono"

Ex Bambinopoli ancora nel degrado
Ex Bambinopoli ancora nel degrado

Ancora un’estate, e forse un anno, senza Bambinopoli: è questo il tempo che cittadini e turisti potrebbero dover attendere prima di veder riqualificata l’area fra viale Buozzi e il lungomare, dedicata allo svago dei più piccoli. In realtà il comune si è attivato per risolvere la questione in tempi brevi, e alcune settimane fa la giunta ha deciso di valutare la concessione di un indennizzo – da calcolare – al precedente gestore "in ragione del rapido recupero edilizio della struttura per una nuova assegnazione tramite bando". Una decisione che però non è affatto piaciuta alla minoranza, e in special modo alla consigliera Emanuela Carboni, che da sempre segue da vicino la questione: "Con quella delibera, risalente all’11 luglio – afferma la capogruppo di ’San Benedetto Protagonista’ – l’amministrazione comunale ha dato indirizzo al dirigente del settore lavori pubblici e patrimonio di valutare e definire un’eventuale proposta di accordo per la definizione delle questioni pregresse, anche se non esiste un parere legale secondo cui il comune ha possibilità di perdere l’eventuale causa". A dicembre, peraltro, il comune metteva da parte 35mila euro proprio in previsione di uno scenario di questo tipo. "Anche in questo caso chi è alla guida della nostra città – continua Carboni – dimostra la poca parsimonia e attenzione nello spendere i soldi dei cittadini. Questa estate, cosi come per la scorsa, ci troveremo quindi con una zona centralissima in completo abbandono dove regna il degrado ed è spesso utilizzata come un bagno a cielo aperto, poiché gli unici servizi igienici pubblici presenti nel centro cittadino sono attualmente chiusi e sono stati sostituiti da un obbrobrioso bagno chimico". L’ultimo affidamento della Bambinopoli, un tempo polo di aggregazione per il divertimento dei più piccoli, va dal 2016 fino alla fine del 2019. Scaduti i termini della concessione, il comune arrivava ad ingiungere la riconsegna dell’area, opportunamente sgomberata. La situazione però si trascinava alla fine del 2022, quando l’amministrazione comunale approvava una variazione di bilancio per la futura riqualificazione della superficie. L’idea originale era di acquisire, a valle di una negoziazione, la struttura fissa che si trova all’interno del perimetro: un manufatto privato realizzato in pannelli prefabbricati ancorati ad una piattaforma in cemento armato. In questo modo si sarebbe potuto mettere di nuovo a bando l’area per rimetterla in sesto. Ma il vertice comunale, adesso, sembra più propenso a seguire la strada dell’indennizzo.

Giuseppe Di Marco