Il Carnevale delle scuole. In 1.300 sotto i coriandoli

Da Pozza e Umito a San Benedetto: i bambini portano in scena la teatralità ascolana

Il Carnevale delle scuole. In 1.300 sotto i coriandoli
Il Carnevale delle scuole. In 1.300 sotto i coriandoli

Risate e musica già di prima mattina in questo giovedì grasso ascolano appena trascorso. Piazza Arringo e Piazza del Popolo hanno infatti visto sfilare il corteo carnascialesco, capeggiato dal re del Carnevale sul tradizionale carretto trainato dal somaro. Ad accompagnarlo non solo il sottofondo musicale de Li Carrajate, ma anche le tradizionali maschere ascolane: il buonumor favorito di Amedeo Lanciotti, lu sfrigne di Domenico Silvestri e la pommadora di Carmelita Galiè. Ma, novità di quest’anno, anche una rappresentanza dello storico carnevale di Pozza e Umito, frazione di Acquasanta fa parte del corteo. "Oltre alla bellissima tradizione della nostra terra, Ascoli, quest’anno abbracciamo anche altri carnevale storici della provincia, con gli zanni di Pozza e Umito e i ragazzi delle scuole di San benedetto" ha infatti sottolineato il presentatore Marco Regnicoli.

Anche se le chiavi erano già consegnate dal sindaco Fioravanti al re sabato, prima della trasferta sanremese, ieri mattina il re ha fatto il suo discorso ufficiale: "Mi maschero da 40 anni, quindi probabilmente questo scettro potevano darmelo – ha commentato ridendo Enzo Impiccini, nelle vesti del sovrano-. Con queste chiavi ho la possibilità di aprire la città, aprire tutte le porte, per lasciare entrare le tantissime persone che vorranno condividere la gioia del Carnevale ascolano, e io le accoglierò tutte. Quindi, portate in giro fantasia allegria e buonumore, ingredienti che servono in questo momento. Che il regno della follia e dell’uguaglianza abbia inizio, proclamo la libertà di agire secondo la propria volontà, tra balli, danze, coriandoli e scherzi. Dichiaro aperto il carnevale ascolano 2024".

In piazza Arringo, dopo la partenza del corteo si è dato il via alle danze, con momenti di ballo, canto e teatro. Le maschere che hanno sfilato sono composte da alunni e docenti dei vari istituti ascolani. I titoli sono : ‘A furia de sentì parlà de magna… c’è venuta fame!’, ‘Evviva le live fritte, chi l’è inventate sci beneditt’, ‘Quist’anne me candide pure ie’, ‘E Ascoli venne a luce’, ‘Tarantella di Carnevale’, ‘C’è liva per te’, ‘Oggi che si fa’, ‘Pe’ nen sapè né legge né scrive, culereme’, ‘Con il caffè della San Serafino, incontri il Primo Cittadino’, e per finire ‘Granchio blu… ce manghive solo tu’.

In piazza del Popolo, invece, i gruppi che si sono presentati sono stati: ‘Ndo se passa pe dove doveme i??’ ha dato il via al momento dedicato ai bamnbi, seguito da ‘Ch’è stu call appeccecuse!’, ‘At my signal fry the olives’, ‘Ma che è tutt stu zuzz? F.A.T.A. Mo ce penseme nu!’, ‘Ugne mese ce n’ha una… tutte ‘ziembra porta fertuna!’, ‘E tu nda te siend?’, ‘Malaspina mensa chef’, ‘Ecche n’è più lu sta!’, ‘La museca che fa remore e la museca de lu core’, ‘Lu pallò o li pallette?’, mentre a chiudere la fila ‘E tu vuò mette lu Carnevale d’Ascule che quill de Venezia?’ degli studenti più grandi, quelli della scuola secondaria Ceci Cantalamessa.

L’assessore alla pubblica istruzione, Donatella Ferretti è intervenuta dicendo: "Ripartire dalle scuole è l’essenza del futuro, il Carnevale di Ascoli è un evento culturale a tutti gli effetti perché le scuole partecipano in modo intelligente, ironico, appropriato. Quest’anno la programmazione carnevalesca è ricca e accurata, sono sicura che se questa tradizione durerà nel tempo e manterrà un livello ancora così alto è grazie ai bambini che oggi, qui, capiscono quanto è bello partecipare. Le scuole e i bambini lanciano un messaggio importante: superiamo l’isolamento e i regionalismi".

E infatti a sfilare tra gli alunni nel centro storico ascolano anche un gruppo di studenti sambenedettesi in trasferta dall’Isituto comprensivo Nord, che hanno sfilato con un cartello con su scritto, in dialetto ascolano, ’Non perdiamoci ad Ascoli’.

Ottavia Firmani