In dialogo con Fazzini. L’omaggio allo scultore

Da domani sarà visitabile l’esposizione di opere di 8 artisti italiani al museo dell’artista del Torrione della Battaglia, a Grottammare.

In dialogo con Fazzini. L’omaggio allo scultore

In dialogo con Fazzini. L’omaggio allo scultore

Pericle Fazzini, lo scultore del vento, autore della grande Risurrezione nella sala Nervi del Vaticano, che gli fu commissionata da papa Paolo VI nel 1965, sarà al centro di una singolare iniziativa nella sua città natale, Grottammare. Otto disegnatori italiani rendono omaggio al grande scultore, esaltandone l’attualità culturale attraverso un’esposizione di opere originali al Museo fazziniano del Torrione della Battaglia: riunite nel titolo ’Caro Pericle: prove di dialogo contemporaneo con Pericle Fazzini’. Vi sarà possibile ammirare, da domani 12 luglio le opere di Valeria Colonnella, Adriano De Vincentiis, Francesca Ghermandi, Ale Giorgini, Marco Leoni, Alessandro Scacchia e Alessio Spataro, oltre che di Maicol & Mirco, curatore, insieme a Nazzareno Cicchi (direttore dei Musei civici di Grottammare), di un nuovo progetto dedicato all’arte del disegno. Dopo l’inaugurazione, alle ore 19, la mostra sarà aperta tutti i giorni (tranne il lunedì) dalle ore 20 alle ore 23 fino al 1 settembre a ingresso libero.

"La scelta di far lavorare gli illustratori residenti e quelli che abbiamo ospitato per ’Il mondo disegnato’ sul tema fazziniano fa parte di un più generale impegno a tenere vivo il rapporto tra la produzione del massimo artista grottammarese e la sua città, facendo di questo reciproco amore una testimonianza anche all’esterno, attraverso nuovi occhi e nuovi tratti – afferma l’assessore alla crescita culturale e all’accoglienza turistica Lorenzo Rossi –. Nel presentare l’iniziativa che si inserisce tra le proposte collaterali del recente Festival dell’illustrazione turistica ’Il Mondo Disegnato’ e di ’Saluti da Grottammare’, entrambi diretti dal fumettista Maicol&Mirco".

Ogni opera esposta è la personale lettura di un’opera fazziniana, espressa in totale libertà da ciascun artista, secondo una precisa intenzione curatoriale. "Invece di puntare a selezionare le sculture più famose o quelle più rappresentative di Fazzini – spiega Nazzareno Cicchi –. Una delle domande cui la mostra prova a rispondere è: come si favorisce la sopravvivenza culturale di un grande artista del passato? L’idea è che accanto alla ricerca scientifica e alle mostre sullo scultore grottammarese, un livello operativo da privilegiare sia proprio quello del dialogo tra artisti distanti tra loro nel tempo e nello spazio".

Marcello Iezzi