La retromarcia sul Superbonus. Territori soddisfatti a metà. Franchi: "Comunque meno risorse"

Dopo il repentino cambio di rotta del Governo sui tagli annunciati e poi scongiurati, il sindaco di Arquata tira un sospiro di sollievo ma le criticità restano: "Tornare indietro era un atto dovuto".

La retromarcia sul Superbonus. Territori soddisfatti a metà. Franchi: "Comunque meno risorse"

Il sindaco Michele Franchi nella sua Arquata

Il cratere sarà pure salvo rispetto alla precedente intenzione di porre fine al Superbonus, ma ad Arquata del Tronto non si fa festa più di tanto. Anzi, la marcia indietro viene presa come un gesto di generosità, ma piuttosto un atto dovuto. Non solo, la polemica che ne è nata ha rappresentato l’occasione per mandare al Governo Meloni un messaggio di malcelata insoddisfazione. "Dopo la mobilitazione di noi sindaci c’è stato questo passo indietro e ne prendiamo atto, pur se lo consideriamo un atto dovuto. Ma in ogni caso non basta, perché comuni come Arquata, Accumoli e Amatrice restano penalizzati dai finanziamenti" ha commentato ieri il sindaco di Arquata Michele Franchi dopo la retromarcia del governo sullo stop al Superbonus annunciata dall’onorevole Albano, dal presidente della Regione Acquaroli e dal commissario alla ricostruzione Castelli. "A noi per la verità sembrava strano quello che era stato deciso inizialmente perché era qualcosa di dovuto, tenuto conto che nelle aree interne abbiamo difficoltà a rientrare nel Superbonus". Insomma, bene la retromarcia su un provvedimento che non doveva proprio essere concepito in partenza, ma non basta. "Da quello che emerge dal testo ‘bollinato’ al Mef è che ci sono risorse per 400 milioni di euro, di cui 70 milioni andranno al terremoto de L’Aquila del 2009 e 330 mln a tutti i comuni del cratere del terremoto 2016. Il problema – prosegue il sindaco di Arquata – è che sono fondi che vanno a scadere nel 2024 e la scadenza del Superbonus resta al 2025. E’ quindi un taglio rispetto alle risorse che erano state stanziate prima. Non me ne vogliano gli altri comuni, ma si rischia che i territori più colpiti restino indietro visto che le risorse non sono tantissime e sono state tagliate coi tempi che sono stati invece accorciati". Franchi chiede più attenzione per i tre comuni che più hanno subito danni dal terremoto di otto anni fa. "Per forza, altrimenti si rischia di rimanere indietro e questo non deve accadere. Accogliamo quindi favorevolmente il passo indietro rispetto alla doccia gelata annunciata, ma c’è da fare di più. Il cratere – spiega ancora Franchi – non è stato mai differenziato in zone, ma rischiano di farlo le risorse, visto che si profila una situazione in base alla quale chi ha subito meno danni potrà usufruire subito di moli fondi, mentre i comuni più colpiti potrebbero rimanere con le briciole in mano. Chiediamo allora al Governo qualcosa in più, un occhio di riguardo per chi ha patito i maggiori danni".

Peppe Ercoli