Mamma morta al luna park: "È cambiato l’equilibrio della giostra"

Il consulente della Procura sulla tragedia del 2017: "La corporatura della ragazza può aver provocato lo sbilanciamento della capsula"

La mamma morta al luna park Francesca Galazzo

Francesca Galazzo

Ascoli, 30 novembre 2023 – “La corporatura importante della ragazza può aver provocato lo sbilanciamento della capsula e procurato a lei un dolore altrettanto importante". E’ la testimonianza, molto significativa, resa dal consulente della Procura di Ascoli nel processo a carico di Graziella Metastasio e sua figlia Sharon Vinotti accusate dell’omicidio colposo di Francesca Galazzo, la giovane mamma che il 14 luglio 2017 precipitò dalla giostra ’Trottola Twist’ al Luna park di San Benedetto. Entrambe sono state rinviate a giudizio dal giudice delle udienze preliminari del tribunale di Ascoli Matteo Di Battista ed il processo si celebra davanti al giudice Domizia Proietti. Metastasio è la proprietaria della giostra dove avvenne il tragico incidente e la figlia Sharon quella sera si occupava dell’accesso alla sfera. Entrambe sono difese dall’avvocato Valentino Mascetti.

Il perito dell’accusa ha specificato che quella giostra deve "lavorare" in equilibrio verticale; se si crea uno sbilanciamento della stessa, la macchina non lavora più in maniera corretta, ma spinge lateralmente la capsula, per linee orizzontali. Il giudice Proietti ha anche raccolto la testimonianza di un amico della Galazzo: erano andati insieme quella sera al luna park di Viale dello Sport. Ha detto che Francesca era felice e che prima della partenza della capsula (viene "sparata" verso l’alto) le era stato fatto cambiare posto con l’altra ragazza, più magra, salita con lei, probabilmente tenendo conto della sua corporatura. Il teste ha anche riferito che non c’era un appoggio per i piedi e quando la capsula è partita verso l’alto con una grande accelerazione ha visto che la stessa non ruotava in maniera ordinata; ha quindi visto Francesca scivolare e precipitare a terra. Non c’era alcuna rete di protezione che avrebbe potuto arrestarne la caduta e magari salvarle la vita.

Per la stessa vicenda è già sotto processo Gaetano Orlandi, l’ingegnere 78enne di Montevarchi che deve rispondere di omicidio colposo. Non è stato l’unico coinvolto nell’inchiesta della Procura ascolana che ha riguardato anche altre figure. In sede di udienza preliminare il giudice Rita De Angelis ha infatti assolto Giovanni Fortuna (processato su sua richiesta con rito abbreviato) ed ha emesso una sentenza di non doversi procedere per Luigi Carini, nel frattempo deceduto. Nel processo è parte civile la madre della sfortunata ragazza, assistita dall’avvocato Enrico Sciarroni.