Omicidio Cianfrone, ergastolo ai coniugi. La sorella del carabiniere ucciso: "Antonio, ora sei libero"

La Cassazione ha chiuso la vicenda, Francesca: "Nessuno mi ridarà mio fratello. Questa sentenza restituisce soltanto un po’ di giustizia terrena"

Il luogo del delitto; a destra, Sandra, Francesca e Antonio Cianfrone

Il luogo del delitto; a destra, Sandra, Francesca e Antonio Cianfrone

Ascoli, 25 febbraio 2024 – Confermata la condanna all’ergastolo per i coniugi Spagnulo. La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza con la quale la Corte d’Assise d’Appello di Ancona il 15 marzo 2023 condannò al carcere a vita Giuseppe Spagnulo e sua moglie Francesca Angiulli, ritenendoli responsabili in concorso di omicidio premeditato e porto abusivo di arma in relazione all’assassinio di Antonio Cianfrone, avvenuto lungo la pista ciclopedonale di Spinetoli il 3 giugno 2020, mentre il militare faceva jogging. La sentenza mette fine ad una dolorosissima vicenda.

Arrivano i primi commenti dei familiari. La sorella Francesca Cianfrone che abbiamo intervistato dichiara: "Vola alto fratello mio, maresciallo Cianfrone Antonio. Vola alto, adesso sei libero".

Cianfrone, qual è il suo stato d’animo, dopo questa sentenza?

"Nessuno mi ridarà mio fratello, questa sentenza restituisce solo un po’ di giustizia terrena. Antonio è stato ucciso tante volte, anche dalle menzogne dette sul suo conto. C’era un procedimento, già si sapeva che tutto sarebbe andato a buon fine, tutto era stato chiarito, invece non ha fatto in tempo ad accogliere la buona notizia che è stato ucciso. Antonio non è stato trattato come meritava, chi lo conosceva bene sapeva che era una persona straordinaria, leale, cortese. Era la gioia della sua famiglia, ho provato sempre grande ammirazione per lui. Non doveva morire in questo modo".

Ha avuto paura che non fosse confermato la sentenza all’ergastolo?

"Sì, certo, ho avuto paura fino alla fine. Finalmente un po’ di giustizia è stata fatta. Colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone, che quel giorno erano lungo la pista ciclopedonale di Spinetoli che hanno assistito ai fatti e che non si sono girate dall’altra parte e con coraggio hanno testimoniato, hanno permesso di ricostruire i fatti e di rendere giustizia per un omicidio efferato. Voglio ringraziare tutte le persone che hanno voluto bene ed hanno amato mio fratello, non mi stancherò mai di farlo: la sua compagna Tiziana, suo padre Reno che ha realizzato un altarino nel luogo dove è stato commesso l’omicidio, che custodisce con dedizione, a loro va la mia riconoscenza e quella della mia famiglia. Grazie anche a tutte le persone che hanno creduto ad Antonio e l’hanno sempre sostenuto ed aiutato. Voglio ringraziare anche il Procuratore di Ascoli, che è riuscito ad arrivare alla verità e di assicurarli alla giustizia".

Lei non si è costituita parte civile?

"Non ho avuto il coraggio. Ciò che mi amareggia maggiormente è che i due figli di Antonio non otterranno nessun risarcimento. Il figlio lavora fuori dall’Italia: hanno perso un padre, una guida, tutto questo è inaccettabile. Mi dispiace anche per tutte le persone che gli erano vicine".

Cosa si sentirebbe di dire ai due coniugi Spagnuolo, che hanno ucciso suo fratello?

"Auguro loro che vivano a lungo per scontare la loro pena, che tutti i giorni possano pensare all’omicidio che hanno commesso".