Restyling stadio, Powergrass bocciata

Secondo i giudici il Comune non deve risarcire l’azienda per i lavori al manto erboso non pagati da Serafino .

Restyling stadio, Powergrass bocciata

Restyling stadio, Powergrass bocciata

Il Comune non deve risarcire la Powergrass per il restyling che quest’ultima ha effettuato al manto erboso dello stadio. A sancirlo è stato, ieri, il tribunale di Ascoli Piceno, che con propria sentenza ha rigettato le domande presentate dalla società privata e dichiarato improponibile l’azione di ‘indebito arricchimento’. Si ricorderà che, mesi dopo aver effettuato i lavori di riqualificazione al campo del ‘Riviera’, la Powergrass chiese la somma mancante, pari a 446mila euro, al comune di San Benedetto, che da aprile 2021 era tornato in pieno possesso della struttura. Secondo l’azienda, il comune avrebbe di fatto approvato il progetto realizzato. A ricostruire i fatti è stato, in aula giudiziaria, il giudice Enza Foti: la sentenza infatti rammenta che "in forza dell’impegno assunto dalla Sambenedettese con il comune – di apportare migliorie all’impianto a propria cura e spese – ed in forza del successivo contratto di appalto intervenuto tra la Sambenedettese e la Powergrass, quest’ultima iniziava ed ultimava i lavori pattuiti".

Quindi per il giudice risulta "evidente come il contratto intervenuto tra la Sambenedettese e la Powergrass non possa essere qualificato quale ‘subappalto’, posto che a monte, il comune, non aveva affidato alla Sambenedettese in appalto, ovvero in concessione, l’esecuzione di lavori pubblici, ma aveva esclusivamente rilasciato la concessione per la gestione funzionale dello stadio e, come da contratto e da atti di gara, autorizzato quest’ultima ad eseguire, a propria cura e spese, taluni lavori per migliorare le condizioni del bene oggetto di concessione". In altre parole, l’ente rivierasco non si sarebbe comportato da ‘stazione appaltante’: in caso contrario, per affidare lavori di questo tipo avrebbe dovuto scegliere il contraente mediante procedura di evidenza pubblica.

"In conclusione – prosegue la sentenza - non avendo il comune di San Benedetto alcun pregresso obbligo nei confronti della Powergrass, non potrebbe essere chiamato ad adempiere ad obbligazioni assunte dal concessionario nei confronti di terzi". Infine, "è pacifico che l’attrice, al fine di recuperare il proprio credito, abbia presentato domanda di insinuazione al passivo del fallimento della Sambenedettese e del fallimento della società garante di quest’ultima per il credito di cui oggi si discute. È altresì pacifico che la Powergrass sia stata ammessa al passivo fallimentare con la conseguenza che non potrebbe invocare, oggi, l’azione sussidiaria di indebito arricchimento".

Giuseppe Di Marco