Una giornata per gli eroi. La Fiat di Falcone in piazza: "Il mio Antonio con lui"

A palazzo dei Capitani ’Dal sangue versato al sangue donato’. La vedova del capo scorta: "Non lo avrebbe mai abbandonato".

Una giornata per gli eroi. La Fiat di Falcone in piazza: "Il mio Antonio con lui"
Una giornata per gli eroi. La Fiat di Falcone in piazza: "Il mio Antonio con lui"

"Mio marito Antonio a 24 anni ha scelto di proteggere il giudice Falcone e mi diceva che mai lo avrebbe abbandonato". Parole di Tina Montinaro, moglie di Antonio, capo scorta del giudice Giovanni Falcone, saltato anche lui in aria nella strage di Capaci. Era a bordo dell’auto che precedeva quella del giudice antimafia; Quarto Savona Quindici era il nome in codice della Fiat Croma blindata che ieri è stata esposta in piazza del Popolo protetta da una teca di vetro, nell’ambito dell’iniziativa "Dal sangue versato al sangue donato" volta a mantenere viva la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per la lotta alla mafia e sensibilizzare i giovani ed i cittadini alla cultura del dono di sangue. Ad organizzarla è stata la Polizia di Stato, insieme a Comune di Ascoli e all’associazione DonatoriNati. In piazza c’era anche la Lamborghini Huracan, la supercar usata per trasportare urgentemente organi, sangue e plasma. A fare gli onori di casa il questore Giuseppe Simonelli e il sindaco Marco Fioravanti che hanno introdotto il dibattito moderato dal giornalista Peppe Ercoli, al quale hanno preso parte anche il procuratore capo Umberto Monti e il vescovo di Ascoli Gianpiero Palmieri. Preziose le parole di due testimoni di quanto accadde nel 1992 e che hanno fatto una missione di vita il tramandarne la memoria. Montinaro ha invitato i giovani studenti a farsi "carico di perpetuare la memoria di chi ha dato la vita per il proprio Paese". Montinaro sul tema ha scritto il libro "Non ci avete fatto niente" ed ha spiegato il senso del titolo.

"Non ci hanno fatto niente perché hanno consegnato alla storia le persone uccise negli attentati del ’92. Io – ha detto la vedova Montinaro – sono una donna fortunata perché ho avuto un marito coraggioso. A me il sorriso non l’hanno tolto, non l’hanno tolto ai miei figli. I mafiosi erano convinti di aver vinto loro, ma non è stato così. Sono rimasta a Palermo e ho dimostrato a tutti che le mogli dei poliziotti non scappano; sono le mogli dei mafiosi che se ne devono andare". Calogero Germanà, dirigente superiore della Polizia in pensione, è scampato nel 1992 ad un attentato mafioso portato contro di lui da Leoluca Bagarella, Matteo Messina Denaro e Giuseppe Graviano. Ha conquistato l’attenzione dei ragazzi col racconto degli attimi concitati della sparatoria e del salvataggio in mare. Il presidente dell’Associazione DonatoriNati Claudio Saltari ha ricordato l’impegno da anni su tutto il territorio nazionale con gli appartenenti a Polizia di Stato e Vigili del Fuoco nella diffusione della cultura della donazione del sangue, allo scopo di aumentare il numero di donatori periodici.