GIAN ALDO TRAVERSI
Cosa Fare

Le stelle vibrano di musica: al Bologna Jazz Festival torna Pat Metheny

Oltre al leggendario chitarrista, anche Mulatu Astatke e Cécile McLorin Salvant. La kermesse autunnale toccherà anche i territori di Ferrara e Forlì

Pat Metheny (ph Jimmy Katz) sarà in concerto il 3 novembre

Pat Metheny (ph Jimmy Katz) sarà in concerto il 3 novembre

Bologna, 15 maggio 2024 - Nella scia di Pat Metheny, pluri-chitarrista al vertice della black music, s’annuncia un autunno denso di étoile dei suoni ambrati veicolate dal Bologna Jazz Festival 2024: meno di un mese di date spalmate tra il 21 ottobre e il 17 novembre, con quattro appuntamenti glamour nei teatri bolognesi (inizio ore 21,15), oltre a una serie di concerti nei club di Bologna e Città metropolitana, Ferrara e Forlì. Anteprima di una rassegna che è parte di Jazzer powered by Gruppo Hera, organizzata dall’Associazione Bologna in Musica Ets presieduta da Federico Mutti, per la griffe artistica di Francesco Bettini, col patrocino delle istituzioni. Summe jazzistiche pervase da quel "dispotismo del pentagramma" citato da Parker, in cui alle cartoline del golden age del bebop si alternano altre, nitide e attuali.

Come nel caso del concerto che ha per protagonista Cécile McLorin Salvant il 28 ottobre al Teatro Duse, assecondata da Sullivan Fortner (pianoforte), Marvin Sewell (chitarra), Yasushi Nakamura (contrabbasso) e Keita Ogawa (batteria).

La vocalist franco-haitiana, prima al mondo per il canto jazz ’nouvelle vague ’, fonde suoni che attraversano più generazioni e culture, tra vaudeville, jazz, blues e storytelling musica barocca e teatro popolare. Compositrice nonché artista visiva, tre Grammy Awards, fu definita dalla compianta Jessye Norman "voce unica supportata da un’intelligenza e una musicalità che illuminano ogni nota che canta".

Sfogliando il nuovo album ’MoonDial’, Pat Metheny, padrone del secolo jazz, il 3 novembre al Teatro Auditorium Manzoni propone un recital solistico su dodici chitarre diverse. Consigli per l’ascolto: riavvolgete il nastro perché nel suono del disco svetta una chitarra baritona realizzata da Linda Manzer, tra i migliori liutai al mondo.

E che più di un inedito sia stato composto l’autunno scorso durante il tour dell’album ’Dream Box’ è solo un dettaglio. I McCoy Legends , ensemble che rende omaggio all’eredità di McCoy Tyner, sono di scena il 6 novembre all’Unipol Auditorium. Tributo per il musicista scomparso quattro anni fa, a 81 anni, stravagante genio del pianoforte per cui sfilano sul palco Avery Sharpe (che lo ha accompagnato per vent’anni) al contrabbasso, Antonio Faraò al pianoforte, Chico Freeman ai sassofoni, Steve Turre al trombone e Ronnie Burrage alla batteria. Previste ’Sketches of Ethiopia’ secondo uno stile che non ha eguali, in un milieu d’ascolto ultra bebop l’8 novembre al Teatro Celebrazioni (tappa co-firmata Locomotiv Club), con le luci che si accendono su Mulatu Astatke, padre dell’ethio-jazz che al vibrafono, tastiere e percussioni guida un nonetto. Nato a Gimma, formatosi a Londra, New York e Boston, Astatke s’inchina alle divinità africane che gli hanno concesso di suonare con Coltrane, Ellington e Davis, coniugando jazz con musica latina e folk etiope. Un volo verso l’immortalità pilotato da Jim Jarmush che ne ha adottato la musica per sonorizzare ’Broken Flowers ’.

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