"Addio Daniele. Eri un angelo in mezzo a noi"

Una folla al funerale del carabiniere Caradio. Il ricordo commosso del cappellano militare. .

"Addio Daniele. Eri un angelo in mezzo a noi"
"Addio Daniele. Eri un angelo in mezzo a noi"

Medicina (Bologna), 3 febbraio 2024 – Il bene e l’amore che Daniele Caradio aveva messo in circolo nella sua vita erano tutti lì, ieri pomeriggio, a riempire la piazza Garibaldi di Medicina.

C’erano migliaia di persone, alla chiesa di San Mamante, per dare un ultimo sofferto saluto al 43enne, carabiniere pugliese dal cuore d’oro, che ha perso la vita, nella serata di lunedì sulla San Vitale a Canaletti di Budrio. Daniele aveva finito il suo turno al Comando Provinciale di Bologna, dove era approdato felicemente pochi giorni fa dopo vent’anni alla Compagnia di San Lazzaro. È morto sul colpo dopo che un’auto, una Tesla, che stava sorpassando, guidata da una 35enne ora accusata di omicidio stradale, lo ha travolto.

Tantissimi i colleghi, di tutte le stazioni e compagnie, che ieri pomeriggio erano presenti per stringersi attorno alla famiglia di Daniele: l’amata moglie Rosa e la figlia di dieci anni. Ad accogliere l’arrivo del feretro, cosparso di rose rosse e bianche, i vertici dell’Arma: il comandante provinciale di Bologna, il generale Ettore Bramato, e il comandante della Legione carabinieri dell’Emilia Romagna, il generale di brigata Massimo Zuccher. Con loro anche rappresentanti della Guardia di Finanza, delle associazioni del territorio (Anc, Croce Rossa e Gev) e il sindaco di Medicina, dove Daniele viveva con la famiglia da anni, Matteo Montanari.

Persi e velati dalle lacrime gli sguardi di tutti coloro che hanno assistito al funerale, nella consapevolezza che il mondo senza Daniele sarà un mondo più vuoto: collega stimato, competente, collaborativo e sempre presente; amico dal cuore d’oro, generoso e disponibile, encomiabile servitore dello Stato. Questo quanto sottolineato anche nell’omelia dal cappellano militare, don Giuseppe Grigolon, che ha officiato la messa. "Quando ho incontrato Rosa qualche sera fa mi ha detto che si sentiva persa senza il suo amato compagno di vita, ma le ho detto che in cielo hanno bisogno degli angeli migliori – ha detto il cappellano –. Per quanto non ci sia una spiegazione a queste ingiustizie della vita tutti noi potremo ritrovare Daniele in una fede incrollabile". Grigolon ha, poi, concluso: "Lo conoscevo e quando parlo di un angelo ne parlo con consapevolezza. Daniele era buono, era uno di noi, uno di voi. Era ligio al dovere, dal cuore appassionato, sempre pronto ad ascoltare e ad aiutare".

C’erano anche tanti civili che hanno preso parte alla cerimonia: "Siamo voluti venire per rendere omaggio a un uomo che in qualche modo serviva tutti noi, come carabiniere. Sono tragedie, queste, che non si possono accettare – raccontano alcuni medicinesi fuori dalla chiesa –. Non è accettabile che un carabiniere muoia facendo il suo dovere, men che meno è accettabile che muoia, tornando dalla famiglia, per l’errore di qualcun altro. Speriamo nella giustizia". Nulla, però, riporterà mai Daniele Caradio all’amata famiglia e ai colleghi: di lui rimarranno i ricordi della sua passione per le due ruote, del suo carattere timido e riservato, dell’amore per il lavoro che ha sempre messo al centro della sua vita, ma sempre dopo Rosa e Giulia. Suoi unici grandi amori.

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