Schiaffi e ginocchiate alla compagna, braccialetto elettronico a un 38enne

L'uomo ha ricevuto anche la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima

La donna ha chiesto aiuto ai carabinieri

La donna ha chiesto aiuto ai carabinieri

Castel Guelfo (Bologna), 21 febbraio 2024 - In un'occasione ha preso a schiaffi la compagna e poi si è allontanato da casa con i due figli minorenni, ma l'uomo, un trentottenne italiano, era poi stato rintracciato dai carabinieri ed era tornato a casa. Le violenze non sono però finite lì e dopo alcuni mesi la donna ha deciso di rivolgersi nuovamente ai militari dell'Arma per denunciare il compagno.

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Secondo la ricostruzione dei carabinieri, che hanno raccolto la testimonianza della vittima, una donna di circa 30 anni, i fatti sono iniziati la sera del 19 settembre scorso, quando i militari della centrale operativa di Imola hanno ricevuto la telefonata di un cittadino che riferiva di aver udito delle urla provenienti da un appartamento e riconducibili a una lite domestica. I carabinieri, arrivati sul posto, hanno trovato la donna la quale ha raccontato che il compagno, dopo averla presa a schiaffi, si era allontanato da casa con i figli minorenni.

In quell'occasione i carabinieri hanno rintracciato l'uomo e i bambini per riportarli a casa. Dopo altri mesi di sopportazioni, lo scorso gennaio, la donna ha deciso che era arrivato il momento di chiedere aiuto ai militari, così si è presentata in caserma e ha sporto denuncia, raccontando una serie di episodi accaduti nell’ultimo anno. Durante gli accertamenti è emerso che il trentottenne avrebbe aggredito la compagna con spintoni, strattonamenti, schiaffi, calci e ginocchiate alle costole, dopo che lei aveva deciso di lasciarlo.

Un fatto aggravato perché commesso anche in presenza dei due figli minorenni, come riportato nell’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari. Rintracciato dai carabinieri della stazione di Castel Guelfo, il trentottenne è stato sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, con l’applicazione del cosiddetto braccialetto elettronico.

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