Da ‘orco’ a vittima: “Accusato di rapimento e stupro. In realtà lei voleva 20mila euro”

Dopo l’arresto la ragazza aveva scritto alla madre di lui chiedendo soldi per ritirare la querela. Il venticinquenne è stato liberato e prosciolto: "È caduto in una trappola ordita con precisione".

Il ragazzo viene accusato di sfruttamento della prostituzione e tentata violenza sessuale

Il ragazzo viene accusato di sfruttamento della prostituzione e tentata violenza sessuale

Sembrava una storia di violenza e soprusi degna di un film thriller, ma proprio come nei migliori colpi di scena cinematografici la vittima si è rivelata poi il carnefice e il venticinquenne accusato di alcuni tra i reati più turpi si è trasformato nella parte lesa di un ben architettato tentativo di estorsione. O perlomeno questo è quanto ricostruito dalle indagini difensive dell’avvocato dell’uomo, Angelo Stirone, accolte dal pm incaricato delle indagini, Giampiero Nascimbeni.

Siccome la storia è intricata, bisogna andare con ordine. Tutto comincia a dicembre, quando al venticinquenne romeno viene chiesto un favore da un amico che lavora all’estero: dovrebbe andare a prendere una ragazza, romena come loro, ma residente in Austria, che ha conosciuto sui social e con cui si era dato appuntamento per l’indomani a Bologna, ma siccome ha litigato con le amiche che le stavano dando un passaggio e queste l’hanno scaricata al confine, qualcuno deve andare a recuperarla poiché lui non rientrerà in Italia prima del giorno successivo. Il venticinquenne parte e accompagna la ventiduenne in città. Qui la giovane dorme a casa di un terzo amico, poiché nell’appartamento del venticinquenne, che vive a Casalecchio con la compagna, non c’è posto. I due si rivedranno però l’indomani mattina, poiché il primo amico, quello che lavora all’estero, andrà a prendere la ragazza a casa del venticinquenne. Quando il giorno dopo la giovane arriva a Casalecchio, però, ecco sopraggiungere al suo seguito i carabinieri, a tutta velocità. I quali arrestano lo sbigottito venticinquenne per sequestro di persona, sfruttamento della prostituzione e tentata violenza sessuale.

A denunciarlo, scoprirà lui, è stato il (sedicente: i due non sono parenti) cugino della ragazza, che lei stessa aveva "chiamato per soccorrerla" sottraendola alla "trappola" tesale del venticinquenne, che l’avrebbe segregata in casa cercando di violentarla tutta notte per poi obbligarla a prostituirsi. Il giovane viene quindi portato alla Dozza.

Poche ore dopo però, la madre dell’indagato riceve strani messaggi: a contattarla è la ‘vittima’ del figlio, che le chiede ventimila euro per ritirare le accuse contro di lui. Seguono sms e videochiamate in cui ragazza e ‘cugino’ reiterano la richiesta, arrivando a ridurla a 500 euro purché inviati subito. Emergerà pure che la giovane non era mai stata ’scaricata’ dalle amiche, ma era stato ancora il sedicente cugino ad accompagnarla al confine.

Insomma, la vicenda non convince. Tanto che il pm chiede di revocare la custodia cautelare notando come "il racconto della vittima appaia assai fumoso e a tratti inverosimile, restituendole un ritratto di ingenuità che mal si concilia con la scaltrezza e la risolutezza manifestate nelle conversazioni con la madre dell’arrestato" e trovando "assai poco credibile il racconto del sedicente cugino; ma ciò che più di ogni altra considerazione porta a ritenere come l’ipotesi difensiva (del complotto in danno al suo assistito, ndr) sia tutt’altro che fantasiosa, sono i messaggi inviati dalla donna alla madre dell’indagato". Dopo la scarcerazione, il pm ha poi richiesto l’archiviazione per il caso del venticinquenne.

"Non è stato semplice ricostruire questa vicenda, poiché i reati contestati al mio assistito erano molto pesanti e in questo momento storico anche particolarmente ‘sentiti’ – ricostruisce l’avvocato Stirone –, ma siamo contenti di esserci riusciti. Sospettiamo che il collaudato meccanismo estorsivo fosse rivolto in realtà al primo amico, poi ‘virato’ sul mio assistito che per caso si è trovato in mezzo a questa storia".

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