Crac delle Ferrovie Sud Est, arrestati tre bolognesi

Ai domicliari un imprenditore, la moglie e il cognato. Accusa di bancarotta fraudolenta, sequestrati 9 milioni di euro

Un treno delle ferrovie Sud Est

Un treno delle ferrovie Sud Est

Bologna, 2 febbraio 2018 – Tre bolognesi sono accusati di aver partecipato alla grande ‘spoliazione’ delle Ferrovie Sud Est, la società del Ministero dei Trasporti che gestiva i disastrati treni locali della Puglia. Ieri la Guardia di finanza di Bari, in collaborazione con quella bolognese, ha arrestato (ai domiciliari) 11 persone e ha eseguito perquisizioni e sequestri in mezza Italia. La figura chiave dell’inchiesta della Procura barese è Luigi Fiorillo, già commissario governativo e amministratore unico di Ferrovie Sud Est, primo della lista fra i (presunti) responsabili del maxi-crac da 230 milioni di euro.

AGGIORNAMENTO / I tre bolognesi sono stati assolti

Assieme a lui sono indagate altre 28 persone e, appunto, anche tre bolognesi, da ieri agli arresti domiciliari: l’imprenditore Carlo Beltramelli, 63 anni, amministratore della Filben Srl, e la moglie Carolina Neri, 52, legale rappresentante della Servizi di informazione e lavoro (Sil) Srl, residenti in una delle più belle vie del centro storico, e Gianluca Neri, 58, fratello di Carolina e amministratore unico di Servizi ferroviari del Sud Srl, anche lui residente in pieno centro. I fatti contestati si riferiscono agli anni 2001-2015 e le accuse per loro e per gli altri sono, a vario titolo, bancarotta fraudolenta documentale, societaria e patrimoniale. Il gip barese Alessandra Susca, su richiesta dei pm, ha disposto il sequestro per i tre bolognesi di circa 9 milioni di euro. Ieri le loro abitazioni e i loro uffici sono stati perquisiti dalle fiamme gialle.

Fiorillo, in concorso con funzionari e imprenditori, avrebbe dissipato o distratto fondi per centinaia di milioni di euro, falsificando i bilanci e esternalizzando i servizi senza fare gare d’appalto. Un uomo capace di fare il bello e cattivo tempo, Fiorillo, e capace pure di comprarsi bottiglie di vino da 2.600 euro o pasteggiare in ristoranti di lusso, ovviamente con i soldi della società. Stando alle indagini, uno degli uomini vicini a Fiorillo sarebbe stato proprio Beltramelli, ‘beneficiato’ assieme alla moglie e il cognato. Beltramelli, la cui personalità per il gip «appare certamente poco rassicurante», risponde di due capi di imputazione. Il primo riguarda le vendita di tre treni Stadler, comprati da Beltramelli in Svizzera nel marzo 2007 per 2,3 milioni e rivenduti a ottobre a Ferrovie Sud Est per 4,1 milioni, realizzando un utile di quasi 1,7 milioni (cifra per cui ora il gip ha chiesto il sequestro). Un acquisto fatto senza gara ma, soprattutto, rivelatosi per gli inquirenti disastroso, perché in sostanza quei treni erano dei ‘bidoni’.

«Treni inidonei al trasporto locale – scrive il gip –, in quanto gli specchietti retrovisori aperti fuoriuscivano dalla sagoma limite prevista dalla legge, nelle cabine di guida non erano presenti i pulsanti a fungo per il comando della frenatura di emergenza, al di sopra dei 100 km/h venivano superati i valori massimi di rumorosità esterna imposti dalle norme con la conseguente impossibilità di superare tale velocità, gli ampi finestrini non erano apribili e non c’era un opportuno impianto di refrigerazione». Insomma, un disastro. La seconda accusa, di cui Beltramelli risponde con Gianluca Neri, riguarda la manutenzione di alcuni treni polacchi, fatta sempre senza gara e a costi, per i pm, esagerati (disposto il sequestro di 3,5 milioni). Infine, Carolina Neri e la Sil Srl (con altro indagato) sono accusati di aver ricevuto da Fiorillo, senza gara, l’incarico di ricerche di mercato tanto costose quanto inutili (sequestrati 4 milioni). Il tutto mentre l’ufficio apposito delle Ferrovie Sud Est rimaneva disoccupato.

«Beltramelli ha venduto quei treni – dice l’avvocato dei tre bolognesi, Luigi Stortoni – e non è vero che non funzionavano. Lui ha speso soldi per riallestirli, di qui la differenza di prezzo. Poi dovevano essere fatte ulteriori piccole migliorie per usarli, cose di poco conto. Si tratta comunque di questioni civilistiche, non certo di reati di bancarotta. Quanto alla manutenzione, è sempre stata fatta e anzi Beltramelli è creditore delle Ferrovie Sud Est per 8 milioni. Infine, le ricerche di mercato hanno permesso a Ferrovie Sud Est di ridurre il personale dell’ufficio preposto, quindi hanno fatto risparmiare».

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