Funerali di Andrea Vignoli: il grande affetto degli amici per il ‘ragazzo di Basket City’

Troppo piccola la chiesa di San Girolamo della Certosa per accogliere i tanti che si sono radunati per l’ultimo saluto a Vignè, 60 anni, che era di casa nell’atmosfera del Playground dei Giardini Margherita

L'ultimo saluto ad Andrea Vignoli, 60 anni, si è tenuto nella chiesa di San Girolamo della Certosa

L'ultimo saluto ad Andrea Vignoli, 60 anni, si è tenuto nella chiesa di San Girolamo della Certosa

Bologna, 6 dicembre 2023 - All’appello virtuale, mancano solo un pallone e un canestro. Per il resto, davanti alla chiesa di San Girolamo della Certosa, troppo piccola per accogliere l’affetto degli amici, ci sono tutti, ma proprio tutti, quelli che vogliono bene ad Andrea Vignoli, scomparso sabato a 60 anni, con il sorriso di sempre.

Parlare di pallone e di canestri, al cospetto di un ‘ragazzo’ che non c’è più, potrebbe apparire una mancanza di rispetto. In realtà è proprio il rispetto dovuto, a chi ha fatto del basket una passione infinita, ad accendere questa immagine.

L’elenco dei presenti è davvero lungo e forse non renderebbe giustizia alla grandezza di Andrea. Basti pensare però che, per lui, ci sono giocatori, compagni di squadra (anche delle giovanili), allenatori, vice, assistenti, arbitri, medici, dirigenti, fisioterapisti, massaggiatori, compagni di classe, colleghi, ristoratori, artisti e cantautori. Ci sono giacche e stemmi di Virtus, Fortitudo, Francesco Francia, Gira, Budrio, Granarolo e chissà quanti altri non ne abbiamo visti.

Siamo a San Girolamo della Certosa, in pieno autunno. Sciarponi, guanti e piumini che provano a nascondere un dolore infinito, per un ragazzo di Basket City che ci ha lasciato anzitempo.

Andrea non aveva giocato in serie, ma nei campetti delle minors era un idolo. Lui, con la sua elevazione spaventosa e la capacità di coinvolgere i compagni. “È l’assist più bello di Andrea - si lascia sfuggire una delle tante teste canute che hanno raggiunto la Certosa per l’ultimo saluto -. Ci ha offerto la possibilità di essere qua, tutti insieme, per salutarlo”.

Abbracci, pacche sulla schiena: basterebbe davvero un pallone per ritrovarsi immersi nell’atmosfera del Playground dei Giardini Margherita dove Andrea Vignoli detto Vignè era di casa e aveva conquistato, primo fra tutti - e chi, se non lui? - il premio di giocatore più spettacolare del torneo.

Andrea non è qui in carne ossa - dice il sacerdote che officia la funzione -, ma è qui con lo spirito. E continuerà ad accompagnarci”.

Sarà per questo che, in lontananza, sembra di avvertire il rumore che solo un pallone da basket sa e può fare quando rimbalza. La frequenza dei rimbalzi è alta, perché il piccolo Andrea sapeva far viaggiare il pallone a velocità incredibili. E depositarlo a canestro, con la sua elevazione.

“Sta continua a salire”, prova a dire un vecchio compagno di squadra. Gli amici si abbracciano sconsolati, con gli occhi rigati di lacrime e tristezza. Ciao Andrea e grazie per tutto quello che ci hai regalato.

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