Si tinge di giallo la morte di Sacrati: "Non era solo, a terra quadri infranti"

Cocci e vetri trovati sul pavimento della casa dell’ex patron Fortitudo, l’allarme da una donna che era con lui. La segnalazione in Procura da parte del suo avvocato Bordoni, che sollecita ulteriori accertamenti

Gilberto Sacrati aveva 63 anni

Gilberto Sacrati aveva 63 anni

Bologna, 26 febbraio 2024 – Si tinge di giallo la morte di Gilberto Sacrati, l’ex patron della Fortitudo morto nella notte tra giovedì e venerdì scorsi nell’appartamento in cui era detenuto ai domiciliari a Casalecchio di Reno.

Sacrati, 63 anni, era da tempo malato in maniera grave; ma chi lo ha visto poche ore prima della morte mai avrebbe potuto presagire quello che sarebbe accaduto di lì a poco, tanto che la stessa figlia, che lo era andata a trovare giovedì sera, non aveva notato nulla di anomalo o preoccupante in lui.

A gettare qualche ombra sull’accaduto è questo: Sacrati, la sua ultima sera, non era solo in casa. Con lui c’era una donna, già in precedenza segnalata dai carabinieri alla Procura generale perché, durante un controllo, l’avevano trovata in compagnia dell’uomo, nonostante questi essendo appunto ai domiciliari non potesse ricevere visite non autorizzate. Sarebbe stata proprio questa persona, a quanto si apprende, ad allertare i soccorsi e il 118. Quando però i sanitari si sono recati sul posto, la scena che si è presentata ai loro occhi li ha messi in allarme e hanno deciso di allertare i carabinieri. Nel soggiorno del monolocale di Sacrati, infatti, sono stati trovati cocci di bicchieri rotti, mentre alcuni quadri erano a terra, con le cornici infrante. Come se in quella stanza fosse avvenuta una violenta lite, se non addirittura una colluttazione.

Perciò i militari dell’Arma hanno deciso di vederci chiaro, anche se per ora si procede in via amministrativa e sulla vicenda non è stato aperto un fascicolo dalla Procura. Ma l’avvocato di Sacrati, Gabriele Bordoni, che lo stava seguendo nell’ambito delle sue vicende giudiziarie, ha inoltrato due segnalazioni formali, alla Procura generale e alla Procura della Repubblica dando conto dell’accaduto e stimolando eventuali approfondimenti (per esempio, un’autopsia) date le anomalie notate dai carabinieri e poi riportate ai familiari di Sacrati. Il corpo – ora affidato al Deposito osservazione salme come da prassi – resta così per ora a disposizione dell’Autorità giudiziaria, ma non presenta al cun segno di violenza.

Ieri, nel frattempo, i carabinieri hanno sentito a lungo i familiari dell’ex patron fortitudino, e in particolare l’ex moglie e la figlia maggiore, per cercare di fare luce sulle sue ultime ore e valutare la presenza di eventuali anomalie da segnalare alla Procura, affinché valuti se disporre o meno altri approfondimenti. Una vicenda su cui va fatta luce a 360 gradi dato anche lo stato di detenzione dell’uomo. Il quale aveva problemi di salute gravi da tempo, anche se le sue condizioni parevano in questo momento stabili. Proprio a causa di queste patologie Sacrati si trovava ai domiciliari, dopo che nel 2018 era stato condannato a tre anni e mezzo di reclusione per il fallimento della società Ripresa e, lo stesso anno, ad altri quattro per il crac della Fortitudo, pena poi ridotti dopo altri due gradi di giudizio a quella definitiva di quattro anni e due mesi. Proprio la prossima settimana l’imprenditore avrebbe dovuto discutere la propria posizione davanti al tribunale di Sorveglianza. Non ce n’è stato il tempo.

"Voglio ricordare con molto affetto quest’uomo che ho conosciuto anni fa, nella parte finale della sua vicenda giudiziaria, che ho portato a compimento riuscendo a evitare per lui l’onta del carcere, che gli sarebbe stata insopportabile – così l’avvocato Bordoni –. Ho subito riconosciuto in lui una persona per bene. Sacrati ha certamente fatto degli errori, e sono stati riconosciuti, ma non si è mai intascato un soldo e anzi tutto ciò che ha fatto era, nelle sue intenzioni, esclusivamente nell’interesse della Fortitudo. Ci ha rimesso tutto, era un uomo ricco e ha perso ogni cosa. Mi piace ricordare questo di lui".

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