Il futuro dell’ex caserma Masini, spunta una nuova cordata: "Va restituita ai bolognesi"

Un gruppo di oltre 20 associazioni si fa avanti nel percorso partecipativo indetto dal Comune. L’obiettivo: "Dare uno spazio ai residenti dell’area". Lunedì incontro con tutti i soggetti interessati.

Il sopralluogo organizzato durante il percorso partecipativo all’ex caserma Masini

Il sopralluogo organizzato durante il percorso partecipativo all’ex caserma Masini

Bologna, 2 febbraio 2024 – Il futuro della Masini prende forma. E a interessarsi agli sviluppi dell’ex caserma c’è una nuova cordata di cittadini. L’area dismessa in via Orfeo è stata sgomberata a luglio, quando le forze dell’ordine sono intervenute per allontanare il collettivo ‘Luna’ (costola di Labàs): in quei giorni era arrivata la concessione, da agosto 2023 a dicembre 2024, da parte della proprietaria Cassa depositi e prestiti al Comune, per restituire in maniera temporanea lo spazio alla città. Ne è scaturito un percorso partecipativo, con il bando pubblicato a novembre e scaduto a dicembre (in mezzo, anche un sopralluogo per visionare l’ex caserma) per "la programmazione condivisa e la definizione del modello di gestione" dell’ex Masini: 61 le organizzazioni e 18 i cittadini che hanno partecipato attraverso un format online.

L’11 gennaio si è tenuto un primo incontro insieme alla Fondazione Innovazione Urbana, da cui sono emerse le prime proposte concrete. Nello specifico, in pole position ci sarebbero alcune cordate di associazioni, capitanate da quattro capifila: Rete Doc, Arci, la cooperativa Quadrifoglio e la cooperativa Le Macchine Celibi (insieme con Albonia). Lunedì è in programma un nuovo incontro nella sede del quartiere Santo Stefano rivolto esclusivamente ai soggetti partecipanti, in cui continuerà ad essere definito il percorso per il futuro dell’ex Masini. Sempre a febbraio, ci sarà anche un terzo incontro in cui dovrebbero essere comunicate per la prima volta le risorse a disposizione.

Proprio l’ultima cordata, guidata da Le Macchine Celibi e Albonia, raccoglie all’interno oltre 20 realtà e associazioni di tutti tipi: dai ‘Carmelitani scalzi’ ad alcune onlus, dal laboratorio teatrale ‘Narr-Attori’ al progetto Itaca, fino al gruppo informale de I Botroidi e altri ancora. "Una moltitudine di cittadini che tenta di partecipare alla gestione di spazi pubblici", comunicano dalla cordata. L’obiettivo è proprio quello di "recuperare il genius loci" dell’ex area militare, organizzando attività aperte ai bolognesi e di tutti i tipi.

"Forse ha dato fastidio a qualcuno che tante teste di cittadini si siano messe insieme spontaneamente per collaborare – commenta Elena Boni de I Botroidi –, ma noi vogliamo partecipare a questo percorso per proporre un progetto che tenga conto delle necessità dei residenti dell’area e di chi vive la zona adiacente all’ex Masini".

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