Dimissioni medici Bologna, l’anestesista che ha detto basta: "Non vedevo più la mia famiglia"

Il medico, 48 anni, ha lasciato il posto in ospedale per andare a lavorare in un gruppo privato. "Non guadagno di più ma non faccio notti e domeniche. In questo modo sono più vicino a mio figlio"

L’anestesista che ha detto basta  "Non vedevo più la mia famiglia"
L’anestesista che ha detto basta "Non vedevo più la mia famiglia"

Bologna, 25 giugno 2023 – Turni pesanti, sostituzioni di colleghi, stipendio ritenuto non adeguato, vita familiare quasi azzerata. E così Giovanni (il nome è di fantasia), 48 anni, anestesista di un grande ospedale di Bologna si è dimesso.

Dottore, ci può raccontare che cosa è successo?

"Premetto che la mia esperienza nell’ospedale dove sono stato per parecchi anni è stata di grande arricchimento, sia da un punto di vista professionale che umano. Ma tante cose sono cambiate, e ci metto anche la stanchezza determinata dal terribile periodo del Covid".

Può spiegare meglio?

"La mia specialistica, come ante altre, è stata per anni sulla linea di fuoco e, mi creda, oltre alla grande stanchezza fisica determinata dai turni dovuti alla situazione, vedere morire così tante persone non è semplice. Abbiamo sempre fatto di tutto, ma in molti casi non è stato sufficiente".

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Oltre a questo?

"Beh, alle tante belle parole non sono seguiti i fatti. E’ sotto gli occhi di tutti la grande crisi che sta attraversando il sistema sanitario nazionale. Quindi i turni hanno continuato a essere pesanti, anche perché altri miei colleghi se ne sono andati, quindi tutto si è appesantito".

Perché?

"Perché il lavoro è tanto, complesso, gli stipendi non sono adeguati e la tua vita familiare ne risente. Ho bambino piccolo: voglio vederlo crescere".

Quindi cosa ha fatto?

"Sono originario del Napoletano anche se mi sono laureato all’Università di Bologna e qui ero rimasto. Ora sono tornato nella mia regione, naturalmente con la mia famiglia. Mia moglie è commercialista ed è riuscita a trovare un posto qui e i miei genitori ci aiutano con il bimbo, quando noi siamo al lavoro".

Immagino che anche lei, essendo un anestesista, abbia trovato subito un altro posto.

"In verità quando abbiamo lasciato Bologna io avevo già trovato un’altra collocazione".

Può dirci dove?

"E’ un grosso gruppo sanitario privato. Non guadagno di più che a Bologna, ma non faccio le notti, non ci sono le emergenze e non si lavora la domenica. Può ben capire che la qualità delle mie giornate è migliorata moltissimo. E poi c’è il costo della vita".

Che dove abita ora è minore?

"Esattamente e risparmiamo sulla baby sitter grazie all’aiuto dei nonni. Lasciare Bologna mi è costato molto in termini affettivi, ma dovevo pensare alla mia famiglia e anche a me".

m.ras.

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