Mamma di 43 anni travolta e uccisa davanti ai figli

Shama è morta all’ospedale Maggiore: era stata investita il 23 novembre in via Mondolfo

Shama Ferdous, 43 anni, era stata investita il 23 novembre in via Mondolfo a Bologna
Shama Ferdous, 43 anni, era stata investita il 23 novembre in via Mondolfo a Bologna

Bologna, 3 dicembre 2023 – Lo scorso 8 novembre, dopo anni di burocrazie e attesa, Shama Ferdous era riuscita ad arrivare in Italia con i suoi quattro bambini, per ricongiungersi al marito, Ali Wajid. La sua è stata una felicità troppo breve: lo scorso 23 novembre, scesa sotto casa per buttare l’immondizia, accompagnata dai bambini, la mamma di 43 anni è stata travolta da una Chevrolet, condotta da una settantenne, che le è piombata addosso sul marciapiede. Da quell’incidente, avvenuto intorno all’ora di pranzo in via Mondolfo, Shama non si è più ripresa. E venerdì mattina è morta, nel letto di Rianimazione, al Maggiore, dove era ricoverata.

"Siamo stravolti da questa tragedia. Mia cugina era felicissima, dopo dieci anni era finalmente riuscita a raggiungere suo marito a Bologna e se n’è andata così", racconta Azeem Babur, che ha un banco in Piazzola e che adesso si sta occupando di tutte le tristi burocrazie che a ccompagnano questi lutti.

“Quando Shama è stata investita, i bambini erano con lei: hanno visto tutto. Ora, soprattutto le piccole, non smettono di piangere", spiega Azeem, che sta ospitando a casa questa famiglia stravolta dal dolore, "per non lasciarli soli, non reggerebbero al dolore", dice. I bambini, di 6, 8, 10 e 12 anni erano arrivati con la madre i primi di novembre: "I genitori stavano ancora cercando la scuola dove iscriverli – racconta il cugino della vittima – e adesso non sappiamo come dire loro che la mamma non c’è più. Ancora non siamo riusciti".

Anche il marito di Shama si è chiuso nel dolore. Dopo anni di duro lavoro, era riuscito a ottenere la cittadinanza italiana e dal Pakistan aveva fatto arrivare qui la famiglia. Con il sogno di regalare alla moglie e ai figli una vita migliore. Un sogno spezzato sull’asfalto di via Mondolfo, in un giorno qualsiasi di novembre. "La cosa che ci fa molto male è che l’investitrice non ci ha detto nulla. In questi giorni, né lei, né i suoi famigliari si sono fatti vivi con la nostra famiglia, per sapere come stava Shama, come stavamo tutti noi", dice amaro Azeem, che si è affidato a un avvocato per le pratiche necessarie a far tornare la salma della cugina in patria, dove sarà sepolta. Il marito e i bambini partiranno in settimana per il Pakistan. L’automobilista, invece, che dopo l’incidente era stata trasportata anche lei in ospedale, è adesso indagata per omicidio stradale. La polizia locale sta indagando per ricostruire le cause dell’investimento: se dovute a un malore dell’automobilista o a una distrazione. La vittima era stata schiacciata dalla macchina: per liberarla dalle lamiere era stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco. E i piccoli erano lì. Testimoni inermi di una tragedia che li ha segnati per sempre.

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