Picchia e violenta la moglie: non voleva che imparasse l’italiano

Braccialetto elettronico per un 46enne di origine marocchina: è stato bloccato dai carabinieri dopo aver preso a pugni la moglie in auto. Le aveva proibito di seguire un corso perché era frequentato da uomini

Una manifestazione contro la violenza sulle donne

Una manifestazione contro la violenza sulle donne

Calderara di Reno (Bologna), 14 febbraio 2024 - Accusato del reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi e violenza sessuale, un quarantaseienne, già noto alle forze dell’ordine, ha ricevuto la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alle persone offese e ai luoghi da loro frequentati, con l’applicazione del braccialetto elettronico.

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Il provvedimento trae origine da un episodio avvenuto lo scorso 15 gennaio, quando una pattuglia dei carabinieri è intervenuta a seguito di una segnalazione fatta da alcuni cittadini, i quali hanno notato un’auto sbandare ripetutamente con alla guida un uomo che stava colpendo con pugni alla testa la donna sedutagli accanto. I cittadini sono così intervenuti bloccando l'uomo, mettendo in sicurezza la donna e chiamando i carabinieri. 

Solo grazie alla sinergia che c’è stata tra i cittadini e i militari dell'Arma la donna ha avuto il coraggio di raccontare tutto e chiedere aiuto, cosa che non aveva mai fatto prima. La vittima, una quarantaquattrenne originaria del Marocco, ha riferito ai carabinieri che quello che era accaduto era soltanto l’ennesimo episodio di violenza che subiva dal marito con il quale conviveva e con cui aveva avuto due bambine di 5 e 6 anni.

Il racconto della vittima

La donna ha raccontato di essere sposata da circa otto anni e che dopo un primo periodo di tranquillità familiare, al loro trasferimento in Italia erano iniziati i primi problemi, quando aveva deciso di seguire un corso di italiano. Decisione che non è andata bene all’uomo, perché non voleva che la moglie fosse autonoma e perché il corso era frequentato anche da uomini.

La donna ha riferito inoltre ai militari, che verso la fine di gennaio, il marito, senza preavviso, era tornato in Marocco per sbrigare alcune faccende, abbandonando così lei e i due figli in Italia, facendogli mancare i mezzi economici di sostentamento.

Successivamente la quarantaquattrenne ha raccontato di essere oggetto di maltrattamenti fisici e psicologici, alcuni dei quali avvenuti anche in presenza dei due figli minori; riferendo di venire picchiata almeno due volte a settimana, oltre a essere tenuta in condizioni di dipendenza economica e di non essere libera di decidere sulla propria vita quotidiana.

Episodi spesso accompagnati anche da frasi offensive del tipo: “Stai attenta, senza di me non riesci a vivere. Sei stupida, non sai niente”. Dai racconti della donna è emerso che la stessa, almeno in due occasioni, è stata costretta con la forza a subire rapporti sessuali contro il proprio consenso. L'uomo, rintracciato dai carabinieri, è stato sottoposto alla misura cautelare disposta dal giudice e allontanato dall’abitazione familiare.