Sassoli de Bianchi: "Bologna come Sinner. Ed è boom di spettatori per le partite in tv"

L’imprenditore e presidente dell’Upa è un abbonato al Dall’Ara dal 1963: "La società di Saputo è un modello di serietà, come il campione di tennis"

Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente di Valsoia e dell’Upa

Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente di Valsoia e dell’Upa

Bologna, 3 aprile 2024 – ”Già ora l’attenzione dei tifosi italiani verso il Bologna è cresciuta. Dai dati Auditel sugli ascolti delle piattaforme, le partite dei rossoblù sono seguite da 300-400mila spettatori, mentre mediamente, prima di questi successi si stava attorno ai 70-80mila persone che è più o meno quanto fa una squadra di metà classifica, mentre le big possono arrivare anche al milione di spettatori".

Lorenzo Sassoli de Bianchi è imprenditore, scrittore (il suo ultimo libro è ’Evangelina’, pubblicato da Sperling & Kupfer) e filantropo. Ma soprattutto è un grande tifoso del Bologna: "Vado allo stadio dal 1963, sono abbonato ai distinti centrali, dove ci sono i veri intendori... (sorride, ndr )". Come appassionato, il fondatore di Valsoia e presidente dell’Upa (Utenti di pubblicità associati) commenta la travolgente stagione del gruppo-Motta.

Dottor Sassoli de Bianchi, con la Salernitana i rossoblù hanno superato in scioltezza l’ennesima prova...

"Quella di lunedì scorso era una partita-trappola. La squadra ha dimostrato una grande maturità, che è quella che serve per andare in Europa. Si è dimostrata solida".

C’è stato un momento in cui ha avuto chiaro che questa stagione aveva preso la piega molto positiva?

"L’ho capito a Bergamo, quella vittoria è stata la svolta".

L’Europa è a un passo, il Bologna è a due punti dal terzo posto. Bisogna solo guardarsi dalla Roma e dall’Atalanta...

"Io credo che Motta, in segreto, abbia già puntato il terzo posto, e non stia pensando a come difendere il quarto o quinto. Una partita alla volta, ogni match un obiettivo da raggiungere. Siamo come Yannick Sinner, stesse caratteristiche: serietà, pulizia, trasparenza, responsabilità, impegno. Caratteristiche condivise da tutti i componenti, dal superpresidente Saputo all’ultimo dei giocatori. In questo, il Bologna è una società che si distingue tra le tante".

Lo ammetta, neanche nei suoi sogni più proibiti si aspettava un filotto di vittorie come questo...

"In realtà, la presenza di Sartori e anche le frequenti visite di Saputo in città mi hanno fatto pensare da subito che il progetto fosse a una svolta. Parliamo di Sartori: ha grandissimi meriti, è lui che ha portato Motta e tanti giocatori di talento".

Chi è il principale artefice di questi successi?

"Tutti nessuno escluso, lo spirito di squadra è uno degli ingredienti del successo. Se proprio devo dire un nome, dico Joey Saputo, la sua è una presidenza rara, non nebulosa, piena di passione ma mai sopra le righe"

Serve metodo contro l’improvvisazione, insomma...

"Il metodo è sempre una garanzia, nell’impresa come nel calcio. Le scoperte – compresa quella di Thiago Motta – si fanno quando c’è metodo, non c’è nulla di casuale".

Cosa significa per la città di Bologna agguantare la Champions?

"Già ora, con questo campionato di testa, l’immagine della città è cresciuta molto. Io viaggio spesso, e le assicuro che il Bologna è tornato nell’agenda calcistica del nostro Paese. La squadra trasmette simpatia e, di riflesso, anche la curiosità di venire a vedere Bologna".

Magari il prossimo anno il Dall’Ara aprirà le porte a Bayern e Real...

"Io penso che sarà ancora più importante il campionato. Se rimane l’assetto attuale, vedo un Bologna da prime posizioni, la squadra ha ancora margini di miglioramento".

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