Strage di Ustica, l’attesa delle famiglie: “Una scossa all’inchiesta, ora tocca al governo”

Bonfietti (presidente del Comitato): da Amato parole importantissime. "Già nel 1986 fu lui a dare la sveglia. La Francia? Difficile che risponda"

Bologna, 3 settembre 2023 – ”Parole importantissime" quelle di Giuliano Amato, per dare "una scossa" all’inchiesta bis su Ustica ferma ormai da 15 anni e ultimamente diretta ad ampie falcate verso l’archiviazione. Parole accolte dunque a braccia aperte da Daria Bonfietti, presidente dell’associazione dei parenti delle vittime della strage che il 27 giugno di 43 anni fa portò alla morte 81 persone.

Strage di Ustica, l'appello di Daria Bonfietti
Strage di Ustica, l'appello di Daria Bonfietti

Amato, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con Craxi poi a sua volta premier nel 1992 (poi nel 2000), vi è sempre stato vicino, come associazione....

"Certamente – incalza Bonfietti –, è lui che ha dato la ’sveglia’, nel 1986, per fare tornare a galla questa storia. Fu lui che, su sollecitazione del Comitato per la Verità su Ustica composto dai ’magnifici sette’ (Francesco Paolo Bonifacio, Antonio Giolitti, Pietro Ingrao, Adriano Ossicini, Stefano Rodotà, Pietro Scoppola e Franco Ferrarotti, ndr), a sua volta sollecitato da alcuni di noi parenti delle vittime, indusse al recupero del relitto, non rassegnandosi alla versione ufficiale del ’cedimento strutturale’ presentata dai magistrati, che volevano archiviare l’inchiesta. E il suo ministro della Difesa, Salvo Andò, si costituì parte civile al processo contro i generali dell’Aeronautica rinviati a giudizio dal giudice Priore. Se si riuscirà ad arrivare in fondo a questa vicenda, il merito sarà anche suo. C’è sempre stato".

Eppure, non ha mai parlato così chiaramente come ora, dopo 43 anni. Come mai, secondo lei?

"Perché proprio adesso abbia voluto tornare sulla vicenda io non lo so, lo trovo però un intervento decoroso e lo ringrazio. Ma non ha detto niente di nuovo".

È stato molto diretto sulla responsabilità francese del missile, più di quanto non sia mai stato fatto finora, in realtà, no?

"Affatto, noi lo diciamo tutti gli anni. E se la Procura non si prende la responsabilità di dire chi è stato, allora è giusto che lo dica la politica. Amato ha solo ripetuto correttamente quello che già si sa, che Cossiga ha detto nel 2008 facendo aprire l’inchiesta bis. Quello che era stato chiaro da quando si seppe che il pilota francese che lanciò il missile si era tolto la vita dopo avere scoperto di avere colpito un aereo pieno di civili. Se sembrano novità è solo perché, da professoressa, mi permetta di dire l’Italia si è distratta, in questi anni. Ha dimenticato Ustica".

Ma qual è il senso di queste affermazioni così forti, ora?

"Penso che Amato voglia coinvolgere il governo. Io la voglio leggere così: è il suo modo di dire: ’È ora che si faccia qualcosa’".

Cosa si aspetta succeda, adesso?

"La Francia non risponde alle rogatorie avviate dalla nostra magistratura, che da anni è ferma e nulla si muove riguardo l’inchiesta. La Procura romana non chiude le indagini e allora tocca alla politica intervenire. Ora aspettiamo il governo. La premier Meloni è giovane, forse non ricorda cosa accadde: allora ci vuole un Giuliano Amato per farsi ascoltare, per ricordare".

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