Trapianto di midollo nei bambini, a Bologna si studia la flora intestinale che ‘predice’ il futuro

Ricerca internazionale del Sant'Orsola sulla correlazione tra l'esito del trapianto di midollo e il benessere del microbiota

Riccardo Masetti, della Oncoematologia Pediatrica e primo autore dello studio

Riccardo Masetti, della Oncoematologia Pediatrica e primo autore dello studio

Bologna, 30 agosto 2023 - Batteri buoni che possono essere alleati dei bambini che sono sottoposti a trapianto di midollo. Uno studio internazionale del Sant'Orsola su quattro ospedali italiani e uno polacco, che ha riguardato 90 bambini osservati per quattro anni, ha messo in luce la correlazione fra trapianto e microbiota intestinale.

Approfondisci:

Tumori di cani e gatti, a Bologna un registro raccoglierà i dati. “Utile anche per le malattie dell’uomo”

Tumori di cani e gatti, a Bologna un registro raccoglierà i dati. “Utile anche per le malattie dell’uomo”

A circa quattro anni dal trapianto, è sopravvissuto l’88,9% dei bambini che avevano una maggiore diversità nel microbiota intestinale a fronte del 62,7% di quanti avevano un microbiota meno ricco. I bambini con una flora intestinale più sana, inoltre, avevano minore probabilità di sviluppare una reazione immunitaria in cui le cellule trapiantate aggrediscono i tessuti della persona che le riceve, chiamata malattia del trapianto contro l’ospite.

"Abbiamo provato che la diversità del microbiota intestinale prima del trapianto di cellule staminali predice la sopravvivenza. Esiste una capacità di particolari batteri intestinali di modulare il sistema immunitario in senso favorevole e questo costituisce una variabile importantissima –spiega il professor Riccardo Masetti, della Oncoematologia Pediatrica e primo autore dello studio - quando un sistema immunitario completamente nuovo viene trasferito nei piccoli pazienti. Grazie allo studio della composizione e della diversità del microbiota dei bambini possiamo “predire” lo sviluppo di eventuali complicanze che incidono sull’esito del trapianto”.

I pazienti con un microbiota ricco e con maggiore abbondanza di batteri buoni, hanno una più bassa probabilità di svilupparle. Mentre se questa diversità e ricchezza “eubiotica” si perde, ad esempio in seguito a trattamenti chemioterapici o ad una esposizione antibiotica protratta, la probabilità di complicanze cresce.

“Oggi i risultati di questi studi aprono nuove e importantissime prospettive, come quelle relative alla modulazione della composizione batterica intestinale. – spiega Masetti – È una bella soddisfazione, considerando anche che il nostro è un impegno che nasce da lontano. Sulla base delle evidenze già provate sugli adulti, nel 2015 abbiamo cominciato a caratterizzare il microbiota dei bambini sottoposti a trapianto producendo i primi dati di letteratura su questo argomento”.

Diversi finanziamenti provenienti da bandi competitivi, sono stati assegnati negli anni alla promozione di questa attività di studio presso l’oncoematologia pediatrica del Policlinico e l’Associazione Genitori Ematologia Oncologia Pediatrica (Ageop Ricerca) da tempo ha investito su questo filone sostenendo l’attività dei ricercatori.

L’Oncoematologia pediatrica, diretta dal dottor Arcangelo Prete, è la più grande struttura regionale di questo tipo e centro di riferimento regionale per il trapianto di cellule staminali emopoietiche.

Ogni anno vengono eseguiti circa 25 trapianti di cellule staminali emopoietiche all’anno. Afferiscono annualmente circa 80 nuove diagnosi di patologia oncologica, di cui la maggior parte sono leucemie o tumori del sistema nervoso centrale. Gestisce circa ottomila prestazioni ambulatoriali ogni anno e 600 ricoveri.

Attualmente sono seguiti in totale più di 100 pazienti con leucemia, 130 pazienti con tumore del sistema nervoso centrale e 40 sarcomi ossei e delle parti molli.

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro